Al Pilastro, quartiere popolare di Bologna, la morte di Abderrahim Fakir durante un fermo di polizia ha scatenato tensioni e proteste. La comunità è in stato di allerta, con le forze dell’ordine in massima allerta per il corteo previsto domani in memoria del 42enne.
Abderrahim Fakir, un facchino di origini marocchine che viveva in Italia da 35 anni, è morto domenica scorsa durante un intervento della polizia in via Svevo. La vicenda ha suscitato grande emozione e indignazione, con decine di parenti e amici accorsi sul luogo dell’accaduto.
La dinamica dell’accaduto
Secondo la ricostruzione della polizia, Fakir era andato in via Svevo per incontrare dei parenti quando ha iniziato a dare in escandescenze. Gli agenti sono intervenuti su segnalazione dei residenti e, dopo una colluttazione, hanno immobilizzato l’uomo a terra con le fascette ai polsi. Durante l’operazione, Fakir ha accusato un malore ed è deceduto.
Un video che ha iniziato a circolare tra i residenti mostra la colluttazione tra Fakir e gli agenti. Nel filmato si sentono le urla di Fakir che chiede aiuto, mentre gli agenti lo bloccano a faccia in giù. Un residente, a petto nudo e con una sigaretta in bocca, aiuta gli agenti tenendogli le caviglie. Gli operatori del 118, presenti sulla scena, non intervengono immediatamente.
Le indagini in corso
Le indagini sono già in corso, con l’autopsia disposta dalla Procura. Le riprese delle bodycam dei poliziotti saranno messe a disposizione della Procura per chiarire la dinamica dell’accaduto. La squadra mobile e la Digos della questura stanno ricostruendo tutto l’accaduto, mentre l’Ausl di Bologna ha aperto un procedimento interno per verificare l’operato dei sanitari del 118.
Le reazioni della comunità e delle istituzioni
La morte di Fakir ha scatenato la reazione della comunità del Pilastro, con decine di parenti e amici accorsi per denunciare l’accaduto. La sorella di Fakir ha espresso la sua indignazione, chiedendo giustizia per la morte del fratello. Anche il Comitato Popolare Pilastro ha rilanciato l’iniziativa della famiglia di Fakir, chiedendo che vengano accertate tutte le responsabilità.
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale hanno espresso la loro vicinanza ai familiari di Fakir e alla comunità del quartiere, sottolineando l’importanza di fare piena luce sui fatti. La senatrice di Verdi-Sinistra Ilaria Cucchi ha parlato di un fatto estremamente grave, richiamando casi simili avvenuti in passato.
Il contesto del quartiere Pilastro
Il quartiere del Pilastro, nella periferia est di Bologna, ha una storia complessa e spesso associata a fatti di cronaca. Negli anni Settanta è stato inaugurato il Virgolone, uno degli edifici più simbolici del quartiere. Nel 1991, il Pilastro è stato teatro di una delle stragi della Uno Bianca. Negli ultimi anni, il quartiere è tornato al centro della tensione per il movimento di opposizione al progetto del MuBa, il museo dei bambini e delle bambine promosso dal Comune.
La composizione sociale del Pilastro è cambiata nel corso degli anni, con molte famiglie di origine straniera che oggi abitano nel quartiere. La morte di Abderrahim Fakir ha riportato l’attenzione su un quartiere che continua a vivere momenti di tensione e conflitto.



