Nella serata di sabato 8 agosto, alle 22.48, un gesto di amore e disperazione ha avuto luogo a Bologna. Una neonata è stata affidata alla Culla per la Vita presso la comunità delle Suore Minime di Santa Clelia Barbieri in via Tambroni all’angolo con via Guidicini. Questo evento, che ha commosso l’intera città, è stato accolto con grande emozione dalle religiose e dai sanitari.
La piccola, trovata pulita e curata, è stata immediatamente presa in carico dal 118 e trasportata alla neonatologia del Sant’Orsola. La notizia rassicurante è arrivata questa mattina: la bambina gode di ottima salute. Le suore, commosse dal gesto, hanno proposto per la piccola un nome simbolico e pieno di speranza: Maria Stella.
Un gesto d’amore e la risposta delle suore
Le religiose, senza esitare, hanno allertato i soccorsi per farla adagiare al sicuro tra le braccia dei sanitari. La telefonata rassicurante del neonatologo ha confermato che la bimba gode di ottima salute. Le suore hanno immaginato per la piccola un nome che riflette la luce e la speranza: Maria Stella, perché appena l’hanno trovata la chiamavano stellina per rassicurarla.
La madre della bambina ha dieci giorni per ripensarci presentandosi al Sant’Orsola, poi partiranno le pratiche per l’affido. La Culla per la Vita è un servizio che offre un’opportunità sicura, anonima e immediata a chi si trova in una situazione di estrema fragilità. È il primo caso di un neonato lasciato nella Culla della vita di Bologna da quando è stata installata.
La proposta della Lega: una Culla per la Vita vicino a ogni ospedale
Il consigliere comunale della Lega Matteo Di Benedetto, ha rilanciato la notizia con un messaggio di speranza. Ha proposto al Comune di Bologna di promuovere, insieme alle strutture sanitarie e alle realtà che già svolgono questo prezioso servizio, la presenza di una Culla per la Vita nelle vicinanze di ogni ospedale cittadino.
«Quella di Maria Stella è una storia che ci consegna una notizia bellissima e, soprattutto, un messaggio di speranza», ha dichiarato Di Benedetto. «Le religiose hanno immediatamente attivato i soccorsi e questa mattina è arrivata la notizia che tutti speravamo di ricevere: la bambina sta bene. A lei, alle suore e a tutti coloro che si sono presi cura di lei va il nostro pensiero e il nostro ringraziamento».
Di Benedetto ha aggiunto: «Proprio da questa storia positiva dobbiamo però trarre una riflessione concreta: una Culla per la Vita dovrebbe essere facilmente raggiungibile da chiunque si trovi in una situazione di difficoltà e non sappia come affrontare una gravidanza o la nascita di un figlio».
La proposta è stata accolta con interesse, in quanto rappresenta un modo per promuovere una vera cultura della vita, offrendo una possibilità sicura e anonima a chi si trova in una situazione di estrema fragilità.



