Il 19 settembre 2026 il Dall’Ara ha ospitato la sfida di quarta giornata tra Bologna e Torino. Raffaele Palladino ha debuttato alla guida dei rossoblù, mentre Silvio Abate continuava a dirigere il granata. Dopo una fase di apertura serrata, il risultato è stato deciso da due momenti singolari: il gol di Federico Bernardeschi al 14’ per il Bologna e il pareggio di Mateo Kulenovic al 77’ per il Torino, con una controversa mancanza di rigore su Oristanio al 82’.
Primo tempo: il vantaggio del Bologna
La squadra di Palladino è partita con un 3-4-3, con BernardeschiPiccoli e Cambiaghi a capo dell’attacco. Al quarto minuto il portiere polacco Skorupski ha mostrato prontezza, ma è al 14’ che la partita cambia rotta: un rapido recupero di Cambiaghi ha permesso a Miranda di servire un cross dalla sinistra, che Bernardeschi ha pilotato di prima, tirando di testa con precisione per aprire le marcature. Il Bologna ha così conquistato il primo vantaggio stagionale, mantenendo una difesa a tre che ha limitato le incursioni torinesi nella prima metà.
Secondo tempo: il pareggio del Torino e la polemica sul rigore
Abate ha variato la formazione torinese con un 3-5-2, inserendo Kulenovic e sfruttando la presenza di Fitz-Jim a centrocampo. Dopo vari tentativi, al 77’ una combinazione sulla trequarti permette a Kulenovic di ricevere un rimpallo di De Silvestri e di insaccare dal limite dell’area, sfruttando un evidente errore di posizionamento di Skorupski. La rete, primo gol in Serie A per l’attaccante croato, riporta in pari la partita a 1-1. Pochi minuti dopo, al 82’, Heggem ha calciato il pallone tra le gambe di Oristanio togliendogli il piede in area di rigore. Nonostante le proteste, l’arbitro Marco Guida non ha pronunciato fallo e il VAR (Santoro) è rimasto in silenzio, lasciando il Bologna senza il rigore evidentemente meritat*o.
Il ruolo del VAR nella decisione arbitrale
Il mancato intervento del Video Assistant Referee ha riacceso il dibattito sulla soglia di intervento in Serie A. Le immagini mostrano chiaramente la gamba di Oristanio spostata dal contatto di Heggem, ma il VAR non ha attivato la revisione. Guida ha mantenuto la decisione dell’arbitro di campo, sostenendo che la caduta dell’attaccante non fosse sufficiente a configurare un fallo da penalizzare. La vicenda si inserisce in una serie di episodi recenti in cui il VAR è stato percepito come poco presente nei momenti cruciali.
Strategie di Palladino e Abate: formazioni e cambi tattici
Il Bologna ha operato con una difesa a tre (SkorupskiHeggemTheate) e due trentini offensivi, puntando su pressione alta e transizioni rapide. I cambi introdotti da Palladino – De Silvestri al posto di Helland e Odgaard al posto di Cambiaghi – hanno cercato di mantenere la pressione, ma senza riuscire a creare ulteriori occasioni reali. Dal canto suo, Abate ha improvvisato un 4-4-2 con Mandragora e Fitz-Jim a centrocampo, inserendo BelghaliIlkhan e Oristanio nella ripresa per dare più compattezza all’attacco. Nonostante questi aggiustamenti, il Torino ha concluso la gara con una reazione efficace e un punto prezioso in trasferta.
Il risultato finale, 1-1, mantiene il Bologna a 2 punti in classifica, con una media di 0,6 gol a partita in cinque gare, mentre il Torino sale a 4 punti, dimostrando una capacità di rispondenza anche fuori casa. La partita ha lasciato aperta la questione del rigore negato e ha mostrato come gli errori individuali – in questo caso la “papera” di Skorupski – possano cambiare l’esito di un incontro.



