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Controlli agricoli a Bologna: 18 lavoratori irregolari e sanzioni per 73mila euro

Un'ampia operazione dei Carabinieri del Nil e dell'Ispettorato del Lavoro ha portato alla luce 18 lavoratori in nero e tre senza permesso di soggiorno nel Bolognese.

Controlli agricoli a Bologna: 18 lavoratori irregolari e sanzioni per 73mila euro

Un’ampia operazione di controllo nel settore agricolo della provincia di Bologna ha portato alla luce una situazione preoccupante: 18 lavoratori in nero, tra cui tre cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno. L’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil) e dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro con il supporto del Comando Provinciale dell’Arma si è svolta dal 9 giugno al 29 luglio 2026.

L’operazione fa parte di una vigilanza straordinaria nazionale contro il caporalato e lo sfruttamento nel settore agricolo. Le ispezioni hanno coinvolto 18 aziende agricole, tutte risultate irregolari, con una media di un lavoratore su cinque privo di posizione conforme.

Lavoratori in nero e senza permesso di soggiorno

Tra i lavoratori irregolari, 13 erano di origine pakistana mentre gli altri erano principalmente albanesi o marocchini. La situazione più critica ha riguardato tre braccianti: due pakistani impiegati nella raccolta di cereali, girasoli e prodotti ortofrutticoli, e un albanese addetto alla raccolta ortofrutticola. Tutti e tre erano privi di permesso di soggiorno.

Per i rispettivi datori di lavoro è scattata la comunicazione di reato alla Procura per impiego di manodopera clandestina. Inoltre, i tre braccianti risultavano privi della formazione obbligatoria in materia di sicurezza e non erano mai stati sottoposti a sorveglianza sanitaria.

Irregolarità e sanzioni

Oltre al lavoro nero, i controlli hanno fatto emergere ore di lavoro non registrate e retribuzioni corrisposte fuori busta. Sono state rilevate anche diverse irregolarità in materia di sicurezza, tra cui criticità sulle attrezzature, violazioni nello stoccaggio dei fitofarmaci e mancanza di protezioni con rischio di caduta.

Al termine degli accertamenti, sono scattate tre sospensioni dell’attività imprenditoriale per le aziende con oltre il 10% di manodopera irregolare. Le sanzioni amministrative ammontano a 48mila euro per l’impiego di lavoratori non registrati, mentre le ammende per le violazioni sulla sicurezza sono di 25mila euro, per un totale di 73mila euro.

L’impatto sul territorio

Le istituzioni coinvolte sottolineano la valenza dell’operazione anche in chiave di equità economica. “Le attività congiunte dell’Ispettorato del lavoro e dell’Arma dei carabinieri mirano a tutelare prima di tutto la salute e la dignità dei lavoratori, scardinando pratiche che avvelenano l’economia sana del territorio”, hanno dichiarato.

Il lavoro sommerso e la mancata applicazione delle norme sulla sicurezza costituiscono una forma devastante di concorrenza sleale nei confronti delle aziende agricole locali che operano nel pieno rispetto delle regole e dei contratti. I controlli proseguiranno con la stessa intensità anche nelle prossime settimane.

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