25 Maggio 2026 ☁ 27°

Dove si vota in Emilia-Romagna: Imola, Faenza e altre 14 sfide per i sindaci

Una panoramica sulle elezioni comunali in Emilia-Romagna: i numeri degli elettori, i Comuni più grandi, le regole di voto e i nomi in campo

Dove si vota in Emilia-Romagna: Imola, Faenza e altre 14 sfide per i sindaci

In Emilia-Romagna sono chiamati alle urne complessivamente 208.500 elettori per eleggere i sindaci e rinnovare i consigli comunali. Le votazioni si tengono domenica 24 maggio e lunedì 25 maggio: i seggi saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. I dati di affluenza vengono rilevati in più tornate nella giornata di domenica (alle 12, alle 19 e alle 23) e sarà pubblicato il dato definitivo alla chiusura dei seggi, alle 15 di lunedì. Le rilevazioni citate provengono da Eligendo e fanno da riferimento per seguire l’affluenza in tempo reale.

I numeri e i Comuni interessati

La tornata coinvolge 16 Comuni della regione, cinque dei quali superano la soglia dei 15.000 elettori: Imola (circa 56.000 aventi diritto), Faenza (47.000), Cervia (24.000), oltre a Comacchio e Vignola che si attestano poco sotto i 20.000. Gli altri undici centri hanno popolazioni più contenute: Bondeno (13.872), Verghereto (1.763), Montese (3.222), Palanzano (1.051), Pellegrino Parmense (962), Ferriere (1.116), Pontenure (6.511), Canossa (3.708), Luzzara (8.402), Mondaino (1.319) e Morciano di Romagna (7.139). Nella tornata del 2026 l’Emilia-Romagna registrò un’affluenza definitiva del 52,53%, un dato utile per confrontare i flussi elettorali attesi.

Principali contese nei Comuni più grandi

A Imola la competizione vede cinque candidati principali e dieci liste a sostegno: tra i nomi più noti c’è il sindaco uscente Marco Panieri (centrosinistra), affiancato da una coalizione, e avversari come Nicolas Vacchi (Fratelli d’Italia), Ezio Roi (lista civica post-M5S), Paola Lanzon e Michele Ferrari (Rifondazione Comunista). A Faenza la sfida è a quattro: il sindaco uscente Massimo Isola corre per la riconferma contro Gabriele Padovani, Claudio Miccoli e Giuseppe Apicella Binni. A Cervia, Comacchio e Vignola i candidati principali sono rispettivamente Mirko Boschetti, Samuele Bellotti (tra i riferimenti del centrodestra a Comacchio) e la riconferma del centrosinistra con Emilia Muratori a Vignola; in ciascuno di questi centri si profila una competizione serrata tra coalizioni tradizionali e liste civiche.

Che cosa può decidere il ballottaggio

Nei Comuni con oltre 15.000 abitanti, se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta (50% + 1), i due più votati si sfideranno al turno di ballottaggio previsto il 7 e l’8 giugno. Al secondo turno sarà eletto sindaco chi raccoglie più voti. Pertanto, il risultato del primo turno e l’andamento dell’affluenza possono essere determinanti per l’esito finale.

Le regole di voto: scheda, preferenze e differenze per fascia di popolazione

Nei Comuni con più di 15.000 abitanti agli elettori viene consegnata una sola scheda azzurra contenente i nomi dei candidati sindaci e, sotto ciascun nome, i simboli delle liste a loro collegate. Si possono scegliere tre opzioni: tracciare il segno su un simbolo di lista (voto alla lista e al relativo candidato sindaco), segnare solo il nome del candidato sindaco o combinare il voto su una lista con la croce sul nome di un candidato sindaco non collegato (il cosiddetto voto disgiunto).

Preferenze e limiti di genere

Sulle righe affiancate ai simboli delle liste l’elettore può esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio comunale della lista votata. Se si scelgono due nomi, è obbligatorio indicare candidati di sesso diverso della stessa lista: in caso contrario la seconda preferenza verrà annullata. Queste norme sono fondamentali per l’assegnazione dei seggi e per la composizione dei consigli comunali.

Nei Comuni con meno di 15.000 abitanti il voto si esprime tracciare un segno sul simbolo della lista o sul nominativo del candidato sindaco; non è consentito il voto disgiunto e i voti al sindaco si attribuiscono automaticamente alla lista collegata. Per i Comuni inferiori ai 5.000 abitanti è possibile esprimere una preferenza per il consiglio comunale; per quelli tra 5.000 e 15.000 si possono indicare una o due preferenze con la stessa regola di alternanza di genere che vale per le città più grandi. Nei centri sotto i 15.000 abitanti il sindaco è eletto a maggioranza relativa e il ballottaggio non è previsto, salvo il caso eccezionale di perfetta parità tra due candidati.

Questa tornata designerà 16 nuovi sindaci, anche se non mancheranno gli scenari in cui sarà necessario ricorrere al secondo turno. Seguire i dati di affluenza e lo spoglio in tempo reale sarà utile per valutare la temperatura politica locale: l’Emilia-Romagna, tradizionalmente, mostra una partecipazione superiore alla media nazionale, un elemento che può pesare sull’esito delle elezioni.

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