Il Ferrara Buskers Festival, dopo 39 anni di storia, continua a suscitare dibattiti e riflessioni. La direttrice artistica Rebecca Bottoni ha recentemente risposto alle critiche emerse dopo l’ultima edizione, offrendo una prospettiva unica sul futuro dell’evento.
Le critiche sono arrivate da più parti, tra cui Roberto Manuzzi e l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli. Manuzzi ha proposto una riforma radicale, suggerendo di separare gli artisti di strada gratuiti da quelli internazionali, che potrebbero esibirsi in teatri a pagamento. Gulinelli, invece, ha affermato che il festival, così com’è, non funziona e ha chiesto una revisione delle modalità di accesso per la 40ª edizione.
La difesa della tradizione
Rebecca Bottoni parte dalla storia del festival per difendere la sua formula attuale. Il Ferrara Buskers Festival non è una semplice manifestazione passeggera, ma un evento che ha costruito un legame profondo con la città di Ferrara nel corso degli anni. La direttrice artistica riconosce il ruolo del Comune e il dialogo costruttivo che ha sempre caratterizzato la loro collaborazione.
Bottoni ammette che il festival sta attraversando un momento di difficoltà, ma invita a non fermarsi solo alle criticità. Dopo 39 anni, il Ferrara Buskers Festival è ancora qui sottolinea, e questo non è affatto scontato. La quantità di critiche dimostra, secondo lei, quanto il festival sia ancora importante per la città. Ferrara discute del suo festival perché lo sente profondamente suo.
La necessità di un investimento condiviso
La direttrice artistica invita la città a prendere responsabilità condivisa. Non solo il Comune e gli organizzatori, ma anche le imprese, i commercianti, le associazioni di categoria e i cittadini devono vedere il festival come un investimento in un patrimonio che appartiene a tutti. Le risorse generate dal festival devono essere reinvestite nel territorio per creare nuove opportunità.
Bottoni sottolinea che il festival non può essere finanziato solo dalla parte pubblica. Serve una città che faccia squadra unita nella convinzione che il festival sia una parte fondamentale del suo patrimonio culturale. La direttrice artistica invita anche a non disperdere le professionalità costruite negli anni, creando opportunità di lavoro oltre l’evento.
Il valore degli artisti
Un punto cruciale del discorso di Bottoni riguarda il valore degli artisti. Dietro ogni musicista ci sono anni di studio, sacrificio, disciplina e dedizione. Suonare non è semplicemente avere uno strumento in mano, ma è lavoro. Questo vale ancora di più per i musicisti di strada, spesso considerati in modo superficiale.
Il festival svolge anche un lavoro di ricerca e selezione internazionale, portando a Ferrara musicisti straordinari da ogni parte del mondo. Questo richiede viaggi, voli intercontinentali e la costruzione di un programma artistico di alta qualità. Bottoni invita a non confondere la semplicità apparente della strada con la complessità del lavoro che c’è dietro.
Il dibattito sul biglietto
Uno dei punti più controversi riguarda l’introduzione del biglietto. Bottoni rivendica il ruolo storico del festival nel portare la musica fuori dai teatri e nelle strade, creando una libertà che oggi sembra scontata. Tuttavia, sostiene che questa libertà non è messa in discussione dal biglietto, ma piuttosto dal mancato riconoscimento del valore del lavoro degli artisti.
La direttrice artistica invita la città a riflettere sulla domanda vera: quale alternativa concreta siamo capaci di costruire insieme per poterlo togliere? Bottoni è aperta al confronto, ma servono soluzioni, non palliativi. Ogni evento ha un costo, e la gratuità è possibile solo quando qualcuno riesce a coprire quei costi. Negli ultimi anni, molti costi sono aumentati a doppia cifra percentuale.
Bottoni conclude con un appello alla città di Ferrara. Io amo la mia città dice, e vedere una città che fa squadra, che crede nel proprio festival e che lo sente come parte del proprio patrimonio, sarebbe la cosa più bella. Il futuro del Ferrara Buskers Festival è nelle mani di tutti.



