10 Settembre 2026 ☁ 21°

Lesioni e stalking a Ferrara: nuova testimonianza ribalta l’accusa

Una testimonianza inaspettata ha scosso il processo a Ferrara per lesioni e stalking ai danni dell'avvocato Gianluca Bonazza e della moglie

Lesioni e stalking a Ferrara: nuova testimonianza ribalta l’accusa

Un processo a Ferrara sta prendendo una piega inaspettata grazie alla testimonianza di una donna che ha fornito una versione diametralmente opposta ai fatti inizialmente denunciati. La vicenda riguarda un’aggressione avvenuta lo scorso 1° settembre in via Carlo Mayr, ai danni dell’avvocato Gianluca Bonazza, candidato sindaco per Fratelli d’Italia alle elezioni comunali di Lagosanto nel 2026, e della moglie.

La Procura di Ferrara ha richiesto due anni di pena per un 37enne di nazionalità nigeriana, imputato di lesioni personali e stalking. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe aggredito la coppia dopo un diverbio sorto quando Bonazza gli chiese di non orinare sul muro della loro abitazione. La situazione degenerò rapidamente, con l’uomo che avrebbe sputato contro i coniugi e poi aggredito la donna, scaraventandola a terra. Bonazza, armato di un paletto segnalatore in alluminio, riuscì a respingere l’aggressore, che però riuscì a strappargli l’arma e a colpirlo, ferendo entrambi.

La testimonianza che ribalta l’accusa

Durante l’udienza del 10 luglio, una testimone ha raccontato di aver assistito all’accaduto da via Porta San Pietro. La donna, che ha contattato il difensore dell’imputato solo alcuni mesi dopo i fatti, ha fornito una versione completamente diversa. Secondo la sua testimonianza, sarebbe stato Bonazza ad aggredire per primo il 37enne, colpendolo con un bastone che sembrava il manico di una scopa.

La donna ha descritto la scena: “Ho visto l’uomo bianco dare un pugno al ragazzo nero, mentre la signora urlava: ‘Basta, basta, smettetela’. Poi l’uomo bianco è entrato nell’immobile ed è uscito con un bastone, iniziando a colpire il ragazzo nero un paio di volte.” La testimonianza ha sollevato dubbi sulla versione dei fatti inizialmente presentata dall’accusa.

Incertezze e contraddizioni

L’avvocato Gianluca Filippone, legale di Bonazza, ha contestato alcune incongruenze nella testimonianza della donna, notando come in una precedente dichiarazione avesse affermato che il giovane fosse caduto a terra. Inoltre, la testimone ha mostrato incertezze nell’individuare il punto esatto dal quale avrebbe assistito alla scena.

La donna ha spiegato di non aver chiamato le forze dell’ordine quella sera perché “mi sono dimenticata di quella vicenda. Poi, qualche tempo fa, ho sentito alcuni ragazzi parlare di questo processo in un bar e mi è scocciato non dire nulla.” La sua testimonianza ha comunque gettato nuova luce sul caso, sollevando interrogativi sulla dinamica dell’aggressione.

Le lesioni riportate dai coniugi Bonazza

Bonazza e sua moglie furono visitati al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Cona, riportando entrambi sette giorni di prognosi. Bonazza soffrì di una contusione alla coscia e alcune escoriazioni a braccio e gomito, mentre la moglie ebbe una distrazione al rachide. Le loro dichiarazioni iniziali avevano descritto un’aggressione violenta e inaspettata, ma la testimonianza della donna ha aperto nuove possibilità investigative.

Il procedimento tornerà in aula il 16 luglio per la sentenza, con la testimonianza della donna che potrebbe influenzare significativamente l’esito del processo. La vicenda continua a suscitare interesse e dibattito, mentre le parti coinvolte attendono con ansia la decisione finale.

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