La morte di Marianny Mayling Campos Justianiano, una donna di 44 anni di origine venezuelana residente a Ravenna, ha avviato un percorso giudiziario che ora vede un medico di famiglia ultrasessantenne iscritto nel registro degli indagati. Il decesso è avvenuto tra il 29 e il 30 poche ore dopo che alla donna era stata praticata un’infiltrazione cervicale in un ambulatorio alle porte del centro di Ravenna.
La vicenda ha portato all’emissione di un avviso di garanzia notificato nelle settimane successive, in vista di un incidente probatorio che dovrà chiarire se e in quale misura l’iniezione possa essere collegata al decesso. L’indagato è assistito dall’avvocato Claudio Cardia.
Disposizione dell’incidente probatorio e perizie mediche
Il gip Andrea Galanti è chiamato ad assegnare a un proprio specialista l’incarico di valutare i rapporti causali tra l’infiltrazione e l’evento mortale. L’incidente probatorio viene utilizzato in ambito processuale per fissare elementi di prova tecnici che rischierebbero di deteriorarsi nel tempo, e in questo caso servirà per mettere a confronto ricostruzioni cliniche e rilievi medico-legali.
Prima dell’iscrizione dell’indagato, il pubblico ministero Francesco Coco aveva già disposto una consulenza medico-legale affidata al dottor Matteo Tudini. Per conto della famiglia della vittima, gli avvocati Giovanni Scudellari ed Eleonora Raggi avevano invece incaricato la dottoressa Donatella Fedeli come consulente medico-legale. Queste nomine costituiscono la base tecnica che l’autorità giudiziaria utilizzerà nel procedimento.
Quadro clinico, soccorsi e trasferimento a Cotignola
Secondo la ricostruzione degli accertamenti, le complicazioni si sono manifestate immediatamente dopo l’iniezione. La donna ha mostrato una deviazione improvvisa dello sguardo accompagnata da scosse clonico-toniche e successivo arresto cardio-circolatorio. Gli operatori del 118 intervenuti nell’ambulatorio hanno avviato le manovre di rianimazione. Dopo le prime cure, la paziente è stata trasportata in pronto soccorso a Ravenna.
Dal presidio ospedaliero di Ravenna la donna è stata trasferita alla clinica Villa Maria Cecilia Hospital di Cotignolastruttura specializzata in crisi cardiache. Nonostante il trasferimento e gli interventi medici, la paziente è deceduta dopo circa tre ore dall’evento acuto.
Elementi clinici al centro dell’accertamento
Nel fascicolo di indagine sono ora al vaglio i nessi temporali e fisiopatologici che possano legare l’infiltrazione cervicale al collasso cardiaco. Le consulenze medico-legali dovranno esprimersi su questioni quali il tipo di farmaco utilizzato, la tecnica di somministrazione e la presenza di eventuali reazioni avverse. Sarà inoltre valutata la condotta professionale del medico di famiglia alla luce delle normative e delle buone pratiche cliniche.
La madre della defunta, assistita dai legali incaricati, ha predisposto una propria consulenza per richiedere chiarimenti medico-legali indipendenti. Le valutazioni tecniche confluiranno nell’incidente probatorio e saranno determinanti per l’eventuale configurazione della responsabilità colposa per morte in ambito sanitario.
La vicenda ha suscitato attenzione per la rapidità con cui si sono verificati i sintomi gravi dopo un intervento eseguito in un ambulatorio e per la necessità di chiarire procedure e responsabilità. L’iter giudiziario proseguirà con le nomine e gli esami specialistici disposti dal gip, che avranno il compito di ricostruire il rapporto causale tra l’iniezione e il decesso.


