Il Comune di Calderara e l’università Primo Levi hanno dato il via a un nuovo ciclo di attività formative rivolte alla cittadinanza. L’incontro inaugurale si è svolto nella sala consiliare dove è stata presentata l’offerta didattica per il periodo 2026-2027: i corsi affronteranno temi legati alla memoria alla famiglia e alle biografie e saranno ospitati nelle strutture comunali. L’evento ha raccolto un’ampia partecipazione, segnale, secondo l’amministrazione, di un bisogno diffuso di iniziative culturali e di aggregazione sul territorio.
Partnership istituzionale e partecipazione pubblica
La collaborazione tra il Comune di Calderara e l’università Primo Levi è stata definita una scommessa culturale dall’amministrazione: il sindaco Giampiero Falzone ha sottolineato come l’accordo fosse un impegno preso e oggi realizzato, evidenziando inoltre che la sala consiliare non appariva così affollata da tempo. Per l’amministrazione locale, l’iniziativa rappresenta una duplice opportunità: potenziare l’offerta formativa rivolta agli adulti e promuovere la socialità attraverso momenti di incontro pubblici. Le lezioni si svolgeranno presso spazi municipali, scelta che punta a favorire l’accessibilità.
Carattere e prospettive della collaborazione
Dal punto di vista pratico, la partnership intende coniugare competenze accademiche e risorse comunali per offrire percorsi di apprendimento non formale. I corsi previsti, pur non avendo ancora dettagli specifici sui singoli moduli o sulle date esatte di avvio, sono pensati per un pubblico ampio: cittadini interessati ad approfondire la conoscenza della propria storia personale e familiare, nonché persone attratte da temi legati al benessere cognitivo. La scelta di tenere le lezioni in strutture pubbliche mira anche a facilitare la partecipazione di diverse fasce d’età.
Contenuti dei corsi: memoria, famiglia e biografie
Il nucleo tematico dell’offerta formativa è composto da tre filoni principali: memoria che include aspetti individuali e collettivi; famiglia con riferimento alle dinamiche affettive e storiche; e biografie dedicate al racconto della propria esperienza di vita. Questi percorsi sono stati pensati per stimolare il confronto, la riflessione e la conservazione del patrimonio personale e comunitario. Il programma presentato in sede inaugurale è indicativo: verranno approfonditi strumenti di narrazione biografica, pratiche per la cura della memoria e laboratori pensati per favorire l’interazione sociale.
Intervento sulla funzione cognitiva: la relazione di Caterina Serena
Durante la presentazione è intervenuta la psicologa Caterina Serena che ha introdotto il tema dell’allenamento cognitivo e dell’attenzione come strumenti pratici per mantenere e migliorare funzioni come la memoria. Nel suo intervento sono state descritte metodologie e attività capaci di stimolare processi mnemonici e di concentrazione, con un approccio applicativo adatto a un pubblico non specialistico. L’enfasi è stata posta sulla concretezza degli esercizi e sull’importanza della continuità, oltre che sulla dimensione sociale degli incontri come elemento che favorisce la motivazione e l’apprendimento.
Nonostante la presentazione abbia fornito un quadro generale dei temi e dei destinatari, non sono stati comunicati dettagli puntuali sul calendario delle lezioni o sui singoli moduli che formeranno il programma completo. Gli interessati sono invitati a seguire gli aggiornamenti ufficiali dell’amministrazione comunale e dell’istituzione accademica coinvolta per conoscere tempi, costi e modalità di iscrizione non appena resi disponibili.
L’avvio di questa iniziativa rappresenta un tentativo concreto di rafforzare l’offerta culturale locale, combinando formazione, pratica e socialità. L’attenzione ai temi della memoria e della famiglia risponde a un bisogno che tocca aspetti personali e collettivi, mentre l’integrazione di momenti teorici e di esercizi pratici sottolinea l’intento di rendere i corsi accessibili e utili nella vita quotidiana. La partecipazione registrata alla sala consiliare conferma l’interesse della comunità verso proposte che recuperino luoghi pubblici e tempo condiviso per il sapere e la relazione.



