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Policlinico di Modena: polemiche per il nuovo polo a Baggiovara

Il progetto di spostare il Policlinico a Baggiovara accende un acceso dibattito tra amministratori, sindacati e utenti

Policlinico di Modena: polemiche per il nuovo polo a Baggiovara

Il sindaco Massimo Mezzetti ha illustrato, durante una conferenza stampa del 15 ottobre 2026, una proposta di trasformazione dell’attuale Policlinico di Modena in un nuovo polo di alta complessità situato a Baggiovara. L’iniziativa prevede la concentrazione di alcune funzioni ospedaliere nell’area di Baggiovara, mentre il complesso attuale dovrebbe subire una riorganizzazione delle attività rimaste. Secondo le stime riportate dalla stampa, gli investimenti richiesti ammontano a centinaia di milioni di euro e la realizzazione del progetto si estenderebbe su un arco temporale di 10-12 anni. La proposta ha rapidamente sollevato perplessità tra i protagonisti della sanità locale.

Il piano di riorganizzazione presentato dal sindaco Mezzetti

Mezzetti ha sottolineato che la scelta di spostare le attività ad alta complessità a Baggiovara nasce dalla necessità di ottimizzare le risorse e di creare un centro strutturato capace di gestire casi più gravosi. Hesperia Hospital di Modena e Hesperia Diagnostic Center di Carpi sono stati citati come esempi di strutture che potrebbero beneficiare di una rete più integrata. Tuttavia, la proposta non chiarisce quali servizi resteranno operativi nel Policlinico originale, né quale sarà il destino del pronto soccorso, suscitando timori sulla continuità dell’assistenza per la popolazione.

Domande aperte su costi, tempi e servizi

Le principali incognite riguardano i costi definitivi i tempi di realizzazione e le conseguenze sul flusso di pazienti. La cittadinanza teme che lo spostamento possa allontanare le cure da anziani, famiglie e persone fragili, aumentando i tempi di attesa e la difficoltà di accesso. Il Patto per il Nord Modena ha richiesto al Comune di fornire un quadro dettagliato, includendo alternative possibili e la valutazione dell’impatto sull’organizzazione del personale sanitario.

Le reazioni di FP CGIL e del Patto per il Nord Modena

Il 15 ottobre 2026, la FP CGIL ha proclamato uno sciopero per contestare la vertenza in corso tra gli ospedali di Modena e Carpi, evidenziando al contempo le problematiche legate alla riorganizzazione proposta. Il sindacato ha ribadito che non si può ridisegnare la rete ospedaliera senza mettere al centro l’accessibilità dei servizi e le esigenze dei pazienti. Il Patto per il Nord Modena, a sua volta, ha espresso contrarietà a un modello che rischia di concentrare i servizi in un unico punto, allontanandoli dalla prossimità dei cittadini.

Richieste di un confronto pubblico e trasparente

Entrambi gli attori chiedono che il futuro della rete ospedaliera sia discusso apertamente, coinvolgendo professionisti sanitari, amministrazioni, lavoratori e popolazione. L’obiettivo dichiarato è garantire la continuità dei servizi e la facilità di accesso alle cure, evitando che le decisioni siano basate esclusivamente sulla dimensione delle strutture o su logiche di concentrazione. Fino a quando non saranno chiariti costi, tempi e modalità operative, la proposta rimane oggetto di forte contestazione.

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