Il Santuario della Madonna del Bosco situato in via Raspona ad Alfonsine, era stato chiuso al pubblico dal 20 settembre per lavori di manutenzione. Questa chiusura ha reso il luogo particolarmente vulnerabile, creando le condizioni per un’azione criminale che ha sorpreso la comunità religiosa e i residenti del Ravennate.
Durante la notte compresa tra il 25 e il 26 settembre, dei malviventi sono riusciti a forzare le inferriate di una finestra al piano terra nella parte posteriore del santuario. Una volta all’interno, hanno prelevato diversi oggetti di valore storico-artistico e liturgico, tra cui un pregiato tabernacolo in ferro decorato da un mosaico con pietre dorate.
Furto al Santuario della Madonna del Bosco: ricostruzione dei fatti
Secondo le ricostruzioni fornite dal parroco del luogo, l’intrusione è stata scoperta nella mattinata di sabato, quando l’uomo ha notato la porta aperta e ha immediatamente allertato i Carabinieri della Stazione di Alfonsine. Gli investigatori hanno confermato che i ladri hanno reciso le inferriate, probabilmente con attrezzi da elettroutensile, per accedere al prostro interno.
Come sono stati introdotti i ladri e quali oggetti sono stati sottratti
All’interno del santuario erano custoditi, oltre al tabernacolo, una pisside e un porta-comunione contenente ostie consacrate. Entrambi questi oggetti, di fondamentale importanza per la liturgia, sono scomparsi insieme al tabernacolo. Il mosaico in oro del tabernacolo ne accentua il valore, rendendolo un bersaglio attraente per i trafficanti di beni sacri.
Recupero del tabernacolo: operazioni dei Carabinieri
Le forze dell’ordine hanno avviato una serie di sopralluoghi nell’area circostante al santuario, coinvolgendo il Nucleo Investigativo e la Sezione Operativa del N.O.R. di Ravenna. Grazie a queste attività, il 27 settembre è stato individuato il manufatto all’interno di un canale di irrigazione a breve distanza dalla struttura sacra. Il tabernacolo è stato recuperato integro, ma privo della pisside e del porta-comunione, elementi ancora non ritrovati.
Indagini in corso e prossimi sviluppi
L’Autorità Giudiziaria ha disposto la restituzione immediata del tabernacolo al parroco, mentre le indagini proseguono per ricostruire l’intera dinamica del furto e identificare i responsabili. Gli investigatori stanno tracciando possibili collegamenti con il mercato nero di beni religiosi e sperano di recuperare gli oggetti ancora mancanti. La vicinanza del canale di irrigazione al luogo del reato suggerisce una strategia di fuga rapida, ma i Carabinieri rimangono determinati a chiudere il caso.



