Il 27 giugno 1980, un tragico evento segnò per sempre la storia italiana. Il volo Itavia 870, partito da Bologna e diretto a Palermo, precipitò nelle acque di Ustica, causando la morte di 81 persone, tra cui 13 bambini. A 46 anni di distanza, la memoria di quella notte rimane viva, mentre la ricerca della verità continua.
In occasione del 46esimo anniversario, le istituzioni e i familiari delle vittime si uniscono per chiedere giustizia e per non dimenticare. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di vicinanza, sottolineando l’importanza di ricomporre quanto avvenne quel tragico giorno.
Le istituzioni si mobilitano per la verità
Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha espresso il suo sgomento di fronte alla recente richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Roma. “Lo sgomento della senatrice Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle vittime della Strage di Ustica, è anche il nostro”, ha dichiarato de Pascale.
De Pascale ha ripreso l’appello lanciato da Bonfietti, indirizzato direttamente al Governo: “È doveroso arrivare finalmente ad accertare gli autori materiali dell’abbattimento del DC9 Itavia”. Il presidente della Regione ha anche sottolineato l’importanza della collaborazione internazionale, finora mancata, per fare luce su questa drammatica pagina della storia d’Italia.
L’appello della senatrice Bonfietti
La senatrice Daria Bonfietti ha scritto una lettera alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiedendo l’impegno dell’Avvocatura dello Stato per respingere la richiesta di archiviazione e proseguire le indagini. “Non archiviamo la memoria e che nessuno archivi gli sforzi di verità e giustizia”, ha concluso de Pascale.
Il nodo della verità processuale
A quasi mezzo secolo dalla tragedia, la giustizia italiana si trova davanti a un bivio. Sebbene le sentenze e il lavoro istruttorio, in particolare quello del giudice Rosario Priore nel 1999, abbiano cristallizzato la verità storica, stabilendo che “l’incidente al DC9 era occorso a seguito di azione militare di intercettamento”, mancano ancora i nomi dei responsabili materiali.
La richiesta di archiviazione della Procura di Roma viene vista dagli enti locali e dai familiari come un ostacolo al completamento di un percorso di verità invocato per anni. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha sostenuto la necessità di proseguire le indagini per evitare che la strage di Ustica venga derubricata a mistero irrisolvibile.
“Continuiamo a tenere alta l’attenzione e diciamo con forza basta a ogni ostacolo alla ricerca della verità”, ha affermato de Pascale. La pressione affinché lo Stato italiano continui a battersi per squarciare definitivamente il velo su quanto accaduto quella tragica sera rimane forte.



