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Taglio degli alberi al Capanno Garibaldi: intervento Legambiente

Alberi storici vicino al Capanno Garibaldi sono stati tagliati brutalmente, la presidente di Legambiente avverte di possibili reati.

Taglio degli alberi al Capanno Garibaldi: intervento Legambiente

Il 22 ottobre si è verificato un episodio a Lido delle Nazioni, nei pressi del Capanno Garibaldi, che ha destato l’indignazione di cittadini e ambientalisti. Alcune persone, passeggiando nelle vicinanze, hanno notato che gli alberi che bordavano la zona erano stati drasticamente ridotti, quasi a rimuovere intere chiome. La scoperta è stata immediatamente segnalata alle autorità, attivando i carabinieri del Nucleo Forestale. Da quel momento, la vicenda ha assunto una valenza pubblica, coinvolgendo l’associazione Circolo Legambiente Delta Po Aps di Comacchio, che ha chiesto chiarimenti e responsabilità.

Secondo le testimonianze, i tronchi rimasti sono solo frammenti di fusti, segno di un intervento che non può essere definito una semplice potatura di routine. La natura di tale operazione ha sollevato dubbi sulla legittimità delle autorizzazioni e sulla possibilità che il lavoro sia stato svolto senza alcun permesso amministrativo. Il caso è divenuto rapidamente un tema di dibattito locale, alimentando timori sul futuro del patrimonio arboreo pubblico del comune.

Taglio degli alberi vicino al Capanno Garibaldi

Le indagini hanno confermato che gli alberi presenti nei pressi del Capanno Garibaldi sono stati completamente abbattuti, lasciando sul terreno solo spessi segmenti di fusto. Il modo in cui il lavoro è stato eseguito suggerisce una decisione “radicale”, ben al di là di una normale attività di potatura di manutenzione. Le autorità forestali hanno rilevato l’assenza di segnalazioni preliminari e hanno avviato un’indagine per verificare la conformità alle normative vigenti.

Intervento dei carabinieri del Nucleo Forestale

I carabinieri del Nucleo Forestale sono intervenuti subito dopo la segnalazione dei cittadini, recandosi sul luogo e richiedendo ai responsabili i documenti che autorizzassero l’intervento. La richiesta di permessi di taglio è stata formalizzata, con l’obiettivo di capire se l’operazione fosse stata eseguita sotto una autorizzazione valida o se si trattasse di un atto compiuto senza alcun vincolo legale. Fino ad oggi, la documentazione richiesta non è ancora stata prodotta.

Reazione del Circolo Legambiente Delta Po Aps

Paola Batistini, presidente del Circolo Legambiente Delta Po Aps di Comacchio, ha espresso la propria sconcernata per l’accaduto. “Non sappiamo chi abbia deciso un intervento così radicale al punto che probabilmente dovranno essere eliminati”, ha dichiarato, sottolineando che i tronchi rimasti “sono quasi impossibili da recuperare”. Batistini ha chiesto un atto legale da parte del sindaco di Comacchio, specificando che se non si prendono provvedimenti seri, il messaggio che passa è che chiunque può fare quello che vuole del patrimonio arboreo pubblico. La presidente ha inoltre ricordato l’esistenza del reato di danno ambientale e la necessità di perseguirlo.

Valore storico-turistico del Capanno Garibaldi

Il Capanno Garibaldi non è solo una struttura architettonica, ma un punto di riferimento storico per la cittadinanza. Ogni anno, i volontari dell’associazione organizzano una visita guidata che celebra il passaggio di Giuseppe Garibaldi nella zona, attirando turisti e appassionati di storia. La perdita del verde circostante rischia di compromettere l’esperienza dei visitatori: “Cosa diranno ai prossimi visitatori dello scempio fatto?” ha chiesto Batistini, temendo che il paesaggio irrecuperabile deturpi l’immagine del luogo.

Richieste al Comune e prospettive legali

Di fronte a questi fatti, il Legambiente ha avanzato richieste esplicite al Comune di Comacchio, chiedendo al sindaco di avviare un procedimento legale nei confronti di chi ha eseguito il taglio. L’associazione sostiene che, se la ditta intervenuta non possiede le autorizzazioni necessarie, il gesto rientra nella fattispecie di danno ambientale, punibile ai sensi della legge. Batistini ha concluso enfatizzando che non è accettabile che il patrimonio arboreo pubblico venga trattato così, auspicando una risposta rapida e determinata da parte delle istituzioni.

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