Il 26 maggio 2026 segna l’entrata in vigore di una novità per la viabilità bolognese: la collina comunale è stata trasformata in zona 50. Si tratta di un provvedimento attuato dopo l’adeguamento della segnaletica verticale e la firma dell’ordinanza che delimita l’area compresa tra il confine del centro abitato di Bologna e il confine meridionale del territorio comunale. L’intervento interessa i Quartieri Porto-Saragozza, Santo Stefano e Savena, per un totale di circa 82,6 chilometri di strade collinari extraurbane, e nasce dall’esigenza di adattare i limiti alla morfologia del territorio.
La portata del provvedimento e il suo contesto
La decisione segue l’annuncio fatto dal Comune a fine 2026 e i mesi successivi di lavoro per l’installazione della segnaletica. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di potenziare la safety degli utenti più vulnerabili e di ridurre i rischi legati alle caratteristiche delle vie collinari: carreggiate spesso anguste, numerose curve e variazioni di pendenza significative. Per comprendere il cambiamento è utile ricordare che, secondo il Codice della strada, il limite standard sulle strade extraurbane è di 90 chilometri orari salvo diversa indicazione; per molte strade della collina questo valore è risultato inadeguato rispetto alle condizioni reali.
Punti inclusi e dimensioni dell’area
La nuova zona 50 copre i tratti che si estendono tra il limite del centro urbano e il perimetro meridionale del comune, inglobando vie che vengono percorse quotidianamente da residenti, ciclisti ed escursionisti. Tra le sue peculiarità c’è proprio la varietà di utenze che convivono su questi percorsi: oltre al traffico veicolare, la collina ospita numerosi sentieri pedonali che intersecano la carreggiata, punti in cui la convivenza richiede misure di moderazione del traffico e segnalazioni specifiche per garantire visibilità e tempi di reazione adeguati.
Perché era necessaria una riduzione dei limiti
Le ragioni alla base della misura sono pratiche e dettate dal territorio: molte strade collinari hanno caratteristiche plano-altimetriche che rendono pericoloso applicare limiti standard elevati. L’amministrazione comunale ha rilevato come l’originario limite di 90 chilometri orari fosse palesemente eccessivo su diversi tratti, soprattutto dove la carreggiata è ridotta e le curve si susseguono. Inoltre, le sollecitazioni dei residenti e le segnalazioni di chi frequenta la collina hanno contribuito a spingere per un provvedimento che privilegi la prevenzione degli incidenti e la tutela dei pedoni e dei ciclisti.
Riduzioni ulteriori in punti critici
All’interno della zona 50 sono stati individuati punti particolarmente sensibili: in corrispondenza di circa 20 sentieri pedonali che sboccano direttamente sulla carreggiata la velocità è stata abbassata a 30 chilometri orari mediante apposita segnaletica verticale. Questa scelta mira a creare fasce di rispetto dove la probabilità di incontri tra veicoli e pedoni è più alta, garantendo a chi scende dai percorsi naturalistici o attraversa la strada maggior tempo di visibilità e reazione.
Prossimi interventi e piano comunale
Il Comune ha annunciato che sono in fase di valutazione ulteriori interventi di segnaletica orizzontale e verticale per i punti ritenuti più critici, tenendo conto delle segnalazioni cittadine. L’operazione si inserisce in un più ampio piano di sicurezza stradale promosso da Palazzo d’Accursio, che prevede misure di moderazione del traffico e interventi mirati alla riduzione della velocità in vari ambiti della città. L’approccio adottato combina azioni fisiche, come l’installazione della segnaletica, con attività informative rivolte agli utenti della strada.
Ruolo dei cittadini e monitoraggio
La modifica dei limiti è anche il risultato di una pressione dal basso: numerose richieste dei residenti hanno portato l’amministrazione a intervenire con priorità su certe tratte. Nei prossimi mesi sarà avviato un monitoraggio per valutare l’efficacia della zona 50, raccogliendo dati su velocità medie e sinistrosità e considerando eventuali aggiustamenti. L’obiettivo rimane chiaro: trasformare la collina in uno spazio più sicuro per tutte le utenze, bilanciando la fruizione del territorio con la necessità di proteggere chi lo attraversa.