25 Maggio 2026 ☁ 28°

Tunnel sotterraneo sotto la collina per deviare le piene del Ravone verso il Reno

Presentata il 22 maggio 2026 una <strong>galleria scolmatrice</strong> sotto la collina di Bologna per intercettare le piene del <strong>Ravone</strong> e deviarle verso il <strong>Reno</strong>, soluzione illustrata da Regione e Comune dopo uno studio universitario

Tunnel sotterraneo sotto la collina per deviare le piene del Ravone verso il Reno

Nel corso della seduta della commissione speciale sulla gestione dei rischi idraulici tenutasi il 22 maggio 2026 è stata illustrata la proposta di una galleria scolmatrice lunga circa 2,5 chilometri da scavare sotto la fascia collinare sud-occidentale di Bologna. L’obiettivo dichiarato è semplice nella sostanza ma complesso nella realizzazione: intercettare le portate di piena del Ravone, e possibilmente del rio Meloncello, per convogliarle direttamente nel Reno prima che attraversino il tessuto urbano.

Si tratta di un intervento pensato per rispondere agli eventi estremi come l’esondazione dell’ottobre 2026. I promotori sottolineano che la soluzione mira a prevenire scenari in cui l’acqua supera la capacità dei canali cittadini, proteggendo abitazioni, infrastrutture e servizi. La proposta è stata illustrata da rappresentanti della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna, con il contributo degli studi tecnici svolti dall’Università di Bologna.

Il progetto e la base scientifica

La proposta nasce anche dai risultati di uno studio affidato al professor Marco Maglionico del Dicam, che ha realizzato un modello digitale del torrente Ravone per simulare il comportamento delle portate in caso di piena. Secondo i promotori, i modelli hanno mostrato come una soluzione sotterranea possa limitare il passaggio dell’acqua nella città evitando i punti più critici della rete idraulica. Durante la presentazione il presidente della Regione ha definito l’opera tra le più significative nel panorama degli interventi idraulici regionali contemporanei, ribadendo la necessità di una risposta strutturale a eventi estremi.

Caratteristiche tecniche

La galleria scolmatrice prevista avrebbe un tracciato di circa 2,5 chilometri sotto la collina sud-occidentale e sarebbe progettata per intercettare l’acqua in eccesso prima dell’ingresso in città. In pratica, il tunnel funzionerebbe come un bypass: in caso di piena l’acqua verrebbe deviata dal corso naturale del Ravone verso il Reno, riducendo il carico idraulico dentro l’area urbana. La progettazione tecnica dovrà poi definire se e quanto convogliare anche il rio Meloncello, valutando capacità, pendenze e punti di immissione nel fiume.

Costi, tempi e iter autorizzativo

La stima iniziale del progetto oscilla tra gli 80 e i 100 milioni di euro, cifra che rende evidente l’entità dell’intervento e il suo peso nelle programmazioni finanziarie post alluvione. I promotori segnalano che una somma simile potrebbe assorbire una quota significativa delle risorse disponibili nel piano nazionale, ma ritengono comunque sostenibile l’investimento perché, a loro avviso, il costo del non intervento sarebbe molto più alto. La Regione ha manifestato la disponibilità a inserire l’opera nei primi cicli di programmazione e a valutare strumenti finanziari come l’accensione di mutui per garantirne la realizzazione.

Cronoprogramma e complessità

Per quanto riguarda i tempi, gli uffici tecnici parlano di un percorso lungo e articolato. Sono previste fasi di progettazione, verifiche geologiche, iter autorizzativi e cantierizzazioni complesse; in alcune stime preliminari l’orizzonte dei lavori potrebbe avvicinarsi ai 10 anni, variando però a seconda delle tecniche di scavo e delle verifiche geologiche. I rappresentanti della protezione civile hanno richiamato la necessità di un approccio molto organizzato e serio per affrontare il difficile iter decisionale e di autorizzazione.

Coinvolgimento dei cittadini e dibattito politico

Il progetto ha già suscitato reazioni nella popolazione: i residenti delle zone colpite hanno soprannominato l’ipotesi del tunnel “il tubone“. I comitati civici presenti alla commissione hanno chiesto trasparenza, partecipazione e garanzie sugli interventi da attuare nell’immediato mentre si avanza con la pianificazione dell’opera definitiva. Rappresentanti come Francesco Cicognani e Luca Vianello hanno sollecitato un coinvolgimento reale per limitare criticità e per esplorare possibilità di finanziamento anche a livello europeo.

Il dibattito politico si è riacceso: alcuni esponenti suggeriscono di cogliere l’occasione per una visione unitaria delle grandi infrastrutture, citando anche il tema del Passante Sud. Altri apprezzano il primo passo istituzionale ma richiedono chiarimenti tecnici e l’inclusione delle istanze dei cittadini. È stato inoltre ricordato che la prevenzione passa anche attraverso la manutenzione ordinaria del territorio e degli alvei minori.

In chiusura, le istituzioni invitano a proseguire con gli approfondimenti e a mantenere un dialogo fra enti, università, consorzi e comitati. Pur presentandosi come un intervento complesso e costoso, la galleria scolmatrice viene proposta come una misura coerente con l’obiettivo di ridurre il rischio idraulico e di mettere in sicurezza il capoluogo regionale, tenendo conto che il Ravone non è l’unica vulnerabilità e che serve un approccio integrato per la collina e la pianura.

Bologna adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 25 Maggio