Venerdì 30 ottobre le strade di Bologna e dei dintorni sono state teatro di un vasto corteo indetto dall’Unione Sindacale di Base (USB). Il corteo ha raggiunto le tangenziali e le autostrade, interrompendo il traffico per diverse ore e concludendosi verso le 17:30 in piazza Lucio Dalla.
Impatto sulle arterie autostradali
Subito dopo la fine della manifestazione, Autostrade per l’Italia ha diffuso una nota nella quale si legge che le code sono ora in diminuzione. I dati forniti indicano: A14, 4 km di coda tra Imola e Bologna San Lazzaro; A1, 2 km tra Sasso Marconi e il bivio per Casalecchio; A13, 4 km tra Altedo e l’Interporto; T06, 3 km fra Bologna Casalecchio e lo svincolo 4 Via del Triumvirato; T06, altri 3 km fra lo svincolo 13 SS9 Emilia e lo svincolo 8 Fiera; A1, 6 km tra Modena sud e il bivio con A14. La situazione è stata normalizzata entro il pomeriggio.
Le richieste dei sindacati e la risposta del governo
L’USB ha lanciato lo sciopero contro il costo della vita, chiedendo il ripristino della scala mobile per adeguare gli stipendi all’inflazione, la riduzione dei prezzi di beni essenziali, bollette e affitti, nonché un abbassamento dell’IVA su prodotti di prima necessità. Parallelamente, Cobas, Adl, Clap e Sial hanno dichiarato uno sciopero generale nei settori pubblici e privati, eccetto i trasporti, denunciando anche la spesa militare e la militarizzazione dei porti.
Nel settore dei trasporti, l’ordinanza 204 T del 27 ottobre, firmata dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, ha disposto il rinvio dello stop per i giorni di Ognissanti, facendo ricadere la possibilità di sciopero su date diverse. L’USB ha definito tale provvedimento “un ordine sbagliato e illegittimo” e ha confermato l’intenzione di aderire comunque allo sciopero, accettando le possibili sanzioni.
Mobilitazioni internazionali e altri settori coinvolti
Il 30 ottobre è prevista anche una mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali contro il traffico di armi e le politiche di riarmo. Oltre a USB, a partecipare sono la CGT francese e sindacati di Grecia, Turchia, Marocco e Paesi Baschi; più di 100 porti in 17 paesi e quattro continenti hanno aderito. In Italia, i porti di Genova, Livorno, Trieste, Civitavecchia, Ancona, Ravenna e Gioia Tauro saranno teatro di proteste.
Il movimento 17 Octobre, nato dopo le proteste del 17 ottobre, si è espanso da 40 a 60 coordinatori e ora conta chat territoriali in 29 città. La vicenda di Youssef Siher, amministratore di una pagina Instagram e del gruppo Telegram, arrestato sabato scorso e rilasciato mercoledì per insufficienza di prove, ha ulteriormente animato l’opinione pubblica.
Per quanto riguarda i trasporti, il periodo di astensione previsto era: ferroviario dalle 21:00 di giovedì 29 ottobre alle 20:59 di venerdì 30 ottobre; aereo per l’intera giornata del 30 ottobre; taxi dall’inizio alla fine della giornata; personale autostradale a partire dalle 22:00 di giovedì. Nonostante l’ordine ministeriale, le compagnie ferroviarie hanno annunciato la normale programmazione, ma gli utenti sono invitati a verificare eventuali variazioni.



