25 Maggio 2026 ☁ 28°

Visita istituzionale a Modena, focus su sicurezza, integrazione e salute mentale

Tajani a Modena chiede unità, riconoscimento per i cittadini che hanno fermato l'aggressore e invita a potenziare i servizi di salute mentale e la polizia locale

HERO · Bologna

La città di Modena è tornata a confrontarsi con il trauma collettivo scatenato dall’investimento avvenuto sabato 16 maggio: nelle ore successive sono stati segnalati numeri diversi di feriti dai vari resoconti ufficiali, con alcune fonti che parlano di cinque persone coinvolte e altre di sette, e strutture sanitarie di Modena e Bologna che hanno ricevuto i soccorsi. È importante osservare come, oltre al dolore per le vittime, la vicenda abbia sollevato questioni complesse legate alla sicurezza, all’integrazione e alla presa in carico delle fragilità psicologiche.

Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha fatto tappa a Modena lunedì 18 maggio per incontrare autorità locali, soccorritori e rappresentanti della città; la prevista visita all’ospedale Maggiore di Bologna non si è concretizzata. Nel corso della presenza istituzionale Tajani ha voluto mandare un messaggio chiaro: evitare contrapposizioni politiche in un momento di dolore e concentrare le energie sulla ripresa della quotidianità della comunità.

La tappa istituzionale: posizioni su cittadinanza e riconoscimenti

Durante l’incontro in Consiglio comunale il ministro ha affrontato temi sensibili: sulla possibilità di revocare la cittadinanza ha spiegato che, secondo le norme vigenti, non è semplice applicare tale misura a chi è già cittadino italiano e che occorre verificare i margini giuridici prima di ogni decisione. Contemporaneamente ha mostrato apertura verso l’idea di un riconoscimento per le persone straniere che hanno contribuito a fermare l’aggressore, ribadendo però la necessità di una procedura formale e di una corretta istruttoria amministrativa e giudiziaria prima di qualsiasi atto simbolico o normativo.

Unità e richiami alla responsabilità

Nel suo discorso Tajani ha invitato a non trasformare il lutto e la paura in spaccature politiche: ha sottolineato che in questa fase il primo obiettivo è permettere alla comunità di riprendere la propria vita, ricordando che la sicurezza dei cittadini è la premessa per l’esercizio di tutte le altre libertà. Ha inoltre sollecitato un rafforzamento della polizia locale con più organici, formazione e strumenti, indicando i corpi sul territorio come primo presidio per la prevenzione e la gestione delle emergenze.

Il racconto del sindaco e il nodo della salute mentale

Il sindaco Massimo Mezzetti, intervenendo nella seduta consiliare del 18 maggio, ha ricostruito i momenti drammatici di sabato 16 maggio e ha fornito elementi d’inquadramento: l’autore del gesto è stato identificato in Salim El Koudri, trentunenne residente a Ravarino, che avrebbe percorso a forte velocità via Emilia Centro a bordo di una Citroen C3. Sulla matrice dell’episodio, il sindaco ha chiarito che al momento le indagini non evidenziano legami con organizzazioni terroristiche o una radicata radicalizzazione: il quadro prevalente, sulla base degli accertamenti attuali, sembra invece collegato a una fragilità psicologica.

Tra comprensione e responsabilità

Mezzetti ha richiamato la necessità di distinguere tra spiegare e giustificare: comprendere i meccanismi che portano al gesto non equivale a sminuirne la gravità, e la responsabilità individuale resta piena. Richiamando il concetto di delirio narcisistico nel senso proposto da alcuni osservatori, il sindaco ha invitato a investire risorse nella prevenzione, nei servizi territoriali e in un ascolto costante che impedisca all’isolamento e alla sofferenza di degenerare in violenza.

La reazione della comunità e l’efficacia dei soccorsi

La risposta immediata dei cittadini e dei professionisti della salute è stata centrale: fra i protagonisti che hanno contribuito a fermare l’aggressore ci sono cittadini come Luca Signorelli, Osama Shalaby con il figlio Mohamed, Gjovalin Pervataj, Saku Talukder e Silvano Ruccolo, figure diverse per età, origine e professione ma unite da un gesto di coraggio civile. Il sindaco ha inoltre elogiato l’intervento rapido dei sanitari presenti sul posto, che hanno eseguito manovre cruciali prima dell’arrivo del sistema di emergenza.

Sul piano organizzativo la Centrale operativa 118 Emilia Est ha coordinato l’intervento utilizzando tecnologie di comunicazione avanzate: la prima chiamata è arrivata pochi istanti dopo l’investimento e in quattordici minuti erano già operativi 26 professionisti, con cinque ambulanze, due automediche e l’elisoccorso. È stato anche impiegato il sistema FlagMii, che permette di ricevere immagini e video in tempo reale dal luogo dell’evento per ottimizzare il triage e la distribuzione dei feriti verso gli ospedali più idonei.

Alla luce di questi fatti la città ha cercato una via di reazione collettiva: una manifestazione in piazza Grande ha radunato migliaia di persone in segno di vicinanza alle vittime, segnalando la volontà di Modena di rispondere alla paura con solidarietà e coesione. Gli appelli delle istituzioni puntano ora su tre direttrici: rafforzare la prevenzione e i servizi di salute mentale, tutelare la sicurezza dei cittadini e valorizzare le pratiche d’integrazione che favoriscono il senso di comunità.

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