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Cupola alla fiera di Rimini: perché i residenti chiedono prima le infrastrutture

Un osservatorio cittadino solleva perplessità sulla cupola da 144 metri e oltre 20mila posti: la richiesta centrale è adeguare la mobilità prima di procedere

Cupola alla fiera di Rimini: perché i residenti chiedono prima le infrastrutture

Il progetto per l’ampliamento del polo fieristico riminese, che include una cupola coperta dal diametro di 144 metri e una capacità prevista di oltre 20mila posti, ha riacceso il dibattito pubblico. Durante l’incontro pubblico tenutosi venerdì 22 maggio 2026, professionisti e cittadini hanno analizzato documentazione tecnica, scenari urbanistici e ricadute sulla mobilità, sollevando perplessità sulle conseguenze che un’opera di questa scala potrebbe avere sulla città. La proposta, seguita da Ieg e valutata come una partita economica rilevante (circa 85 milioni), viene oggi messa in relazione diretta con le esigenze quotidiane dei residenti.

Perché l’osservatorio parla di incompatibilità

L’Osservatorio Ampliamento Fiera – Comitato per la vivibilità Rimini e gruppi spontanei di abitanti sottolineano che le aree individuate per l’intervento, in particolare gli ingressi Ovest, Est e Sud, presentano già criticità strutturali. Secondo i partecipanti all’incontro, inserire un nuovo polo attrattivo di grandi dimensioni senza intervenire prima sulle infrastrutture rischia di aggravare problematica esistenti: congestione, riduzione dell’accessibilità e pressione sui servizi urbani. Si tratta, spiegano, di capire la sostenibilità complessiva dell’opera, non solo la sua fattibilità tecnica.

Impatto sulla mobilità e sulla routine quotidiana

La denuncia del comitato riguarda in primo luogo la viabilità: nei periodi fieristici Rimini sperimenta già lunghi tempi di spostamento, difficoltà di parcheggio e ripercussioni sulle attività locali. L’idea di aggiungere flussi sistematici di visitatori e spettatori a eventi con grande richiamo rischia di far ricadere il peso organizzativo e logistico sulla vita quotidiana dei cittadini. I membri dell’osservatorio parlano di impatto cumulativo come di un concetto centrale da valutare prima di qualsiasi passo successivo.

Le richieste concrete del comitato

Dal confronto è emersa una richiesta chiara: prima di procedere con la costruzione della cupola occorre adeguare le infrastrutture. Tra le proposte indicate figurano interventi sulla rete stradale, soluzioni per il trasporto pubblico e progetti per la gestione dei grandi flussi durante gli eventi. I residenti chiedono garanzie su come verranno gestiti i picchi di traffico e su quali misure compensative saranno previste per tutelare la qualità della vita nei quartieri interessati.

Un approccio basato su dati e partecipazione

Il comitato insiste sulla necessità di un confronto pubblico trasparente, fondato su analisi tecniche e scenari verificabili. Non si tratta, sottolineano i partecipanti, di bloccare lo sviluppo, ma di definire quando questo sviluppo diventa insostenibile. A tal fine viene chiesta la condivisione di studi sul traffico, simulazioni degli impatti e l’apertura di consultazioni che coinvolgano cittadini, esperti e amministrazione comunale, così da permettere decisioni informate e condivise.

Cosa resta aperto e i prossimi passi

All’incontro, oltre ai membri del comitato, erano presenti professionisti come l’architetto Mauro Ioli e l’avvocato Giovanni Delucca, chiamati a fornire elementi di valutazione rispetto agli aspetti urbanistici e normativi. Rimane aperta la questione su tempi e priorità: se attuare prima gli interventi infrastrutturali necessari o procedere parallelamente con il progetto. L’osservatorio ricorda infine che le posizioni ufficiali e le comunicazioni pubbliche saranno diffuse esclusivamente attraverso i canali istituzionali dell’organismo, per garantire chiarezza e responsabilità nella discussione.

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