25 Maggio 2026 ☁ 28°

Palazzina in fiamme a Parma, dodici persone in ospedale e verifiche in corso

Un incendio in via Spezia a Parma ha causato l'intossicazione di dodici persone e l'evacuazione di circa cinquanta residenti; le autorità hanno messo in sicurezza l'area e avviato accertamenti

Palazzina in fiamme a Parma, dodici persone in ospedale e verifiche in corso

Nella notte tra il 18 e il 19 maggio 2026 si è sviluppato un incendio in una palazzina di via Spezia, nella prima periferia di Parma. L’allarme è scattato intorno alle ore 2:00: diverse fonti riportano dettagli lievemente differenti sull’origine del rogo — alcuni riferiscono di un appartamento al piano terra, altri al secondo piano del civico 108 — ma concordano sull’orario e sull’immediato intervento dei soccorsi. In seguito alle fiamme e al denso fumo, dodici persone sono state trasportate al Ospedale Maggiore per presunta intossicazione da monossido di carbonio, tra cui un minore. Sul posto sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza.

L’azione di spegnimento e bonifica si è protratta per diverse ore: secondo alcune comunicazioni l’intervento si è concluso intorno alle 6:00, altre fonti indicano le 6:30. Il personale del 115 ha messo in sicurezza l’area e i tecnici hanno avviato le verifiche del caso. La protezione civile di Parma, in coordinamento con il Comune, ha predisposto punti di assistenza per le persone evacuate, fornendo sostegno e ristoro. Complessivamente sono state allontanate circa cinquanta persone, mentre per due occupanti del piano superiore all’appartamento interessato sono state disposte verifiche statiche prima di consentire il rientro.

Come si sono svolti i soccorsi

L’intervento ha visto l’attivazione simultanea di più risorse: squadre dei vigili del fuoco con diversi mezzi hanno operato per spegnere le fiamme e contenere il fumo, mentre il 118 ha inviato l’unità mobile maxi emergenza e ambulanze per assistere i residenti. Sul luogo dell’evento la collaborazione tra forze dell’ordine e enti di protezione civile ha permesso di gestire l’evacuazione e il coordinamento dei trasporti in ospedale. Le operazioni di soccorso e verifica si sono svolte in condizioni notturne e con il rischio legato alla propagazione del fumo nei piani superiori, motivo per cui si è deciso di non consentire immediatamente il rientro a tutti i nuclei famigliari.

Ruolo della protezione civile e assistenza alle famiglie

La protezione civile comunale ha attivato un punto di accoglienza per chi ha dovuto lasciare temporaneamente la propria abitazione: ai volontari è stato affidato il compito di fornire bevande calde, coperte e informazioni logistiche. Questo tipo di supporto è cruciale in eventi dove il fumo costringe all’evacuazione notturna, perché garantisce un luogo sicuro in cui attendere gli esiti degli accertamenti tecnici. I volontari hanno inoltre collaborato con il Comune per raccogliere le dichiarazioni dei residenti e facilitare i controlli successivi sull’agibilità degli appartamenti.

Stato delle persone soccorse e quadro clinico

Dodici persone sono state condotte al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore per sospetta intossicazione da monossido di carbonio. È utile ricordare che il monossido di carbonio è un gas inodore e insapore che può causare gravi danni se inalato in ambienti chiusi; la tempestività dei soccorsi è spesso determinante per ridurre il rischio di complicazioni. Secondo una ricostruzione, per alcuni dei feriti sono state segnalate lesioni di entità variabile: una fonte parla di cinque persone con ferite di media gravità e sette con contusioni lievi, mentre altri aggiornamenti indicano che al momento nessuno necessita di trattamento iperbarico o si trova in condizioni critiche. I medici hanno effettuato accertamenti e terapie di supporto in base ai sintomi e ai valori rilevati in pronto soccorso.

Indicazioni sanitarie immediate

In presenza di sospetta esposizione al monossido di carbonio, le procedure standard prevedono la somministrazione di ossigeno e il monitoraggio dei segni vitali. Il personale sanitario valuta l’eventuale bisogno di terapia iperbarica in base alla gravità dei sintomi e ai parametri clinici. Nel caso di Parma, gli operatori del 118 hanno trasportato i pazienti per le valutazioni necessarie e hanno fornito assistenza sul posto prima del trasferimento in ospedale.

Verifiche tecniche e indagini

Dopo lo spegnimento, i tecnici dei vigili del fuoco e le forze di polizia hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’origine del rogo. Le cause sono al momento in corso di verifica: si stanno esaminando le condizioni dell’appartamento di origine segnalato, eventuali impianti coinvolti e la dinamica della propagazione del fumo nei piani superiori. Le verifiche statiche sugli immobili sovrastanti sono necessarie per stabilire l’agibilità e consentire il rientro sicuro degli inquilini; finché tali controlli non saranno conclusi, alcune famiglie dovranno attendere soluzioni alternative fornite dal Comune.

Le autorità locali continuano a seguire l’evolversi della situazione e forniranno aggiornamenti ufficiali non appena termineranno gli accertamenti. Per i residenti interessati il sostegno della protezione civile e degli enti comunali rimane a disposizione fino al ritorno alla normalità.

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