La classifica Censis 2026 delle università italiane è stata resa pubblica, offrendo un quadro dettagliato delle performance degli atenei nel nostro Paese. Questo ranking, che da oltre venticinque anni è un punto di riferimento per migliaia di maturandi, valuta oltre 960 indicatori suddivisi in 70 graduatorie, coprendo aspetti come strutture, servizi, borse di studio, internazionalizzazione, tassi di occupazione, comunicazione e servizi digitali.
Negli ultimi dieci anni, gli immatricolati negli atenei tradizionali sono aumentati del 19,8%, con un ulteriore incremento dello 0,9% nell’anno accademico 2026-2026. Tuttavia, questa crescita non è uniforme sul territorio. Gli atenei del Centro Italia registrano l’incremento più consistente (+2,3%), seguiti da Nord-Ovest (+0,8%), Nord-Est (+0,4%) e Sud e Isole (+0,2%).
La composizione delle matricole: liceali in maggioranza, ma crescono professionali e stranieri
Tra le matricole, i diplomati dei licei rappresentano ancora la maggioranza con il 57,9%, anche se dieci anni fa erano il 68,4%. Stabili gli studenti provenienti dagli istituti tecnici (22,3%), mentre cresce la quota dei diplomati degli istituti professionali, passata dal 5,5% al 7,3%. La presenza degli studenti internazionali con diploma conseguito all’estero è in aumento, rappresentando oggi il 6,7% delle nuove immatricolazioni contro il 2,5% di dieci anni fa.
Circa sette su dieci studenti internazionali arrivano da Paesi extraeuropei, soprattutto dall’Asia (30,6%) e dall’Africa (28,3%). La quota di immatricolati provenienti dai Paesi africani è quasi raddoppiata: nel 2015 rappresentava il 15,9% degli studenti con diploma estero. Diminuiscono, invece, quelli provenienti dall’Europa, passati dal 40,4% al 32,8%.
I mega atenei statali: Padova, Bologna e Sapienza in testa
Tra i mega atenei statali con oltre 40 mila iscritti, l’Università di Padova si conferma al primo posto con un punteggio di 91,2, seguita dall’Università di Bologna (87,8). Sale sul podio La Sapienza di Roma (86), che supera l’Università di Pisa, quest’anno quarta (85,5). Completano la top ten la Statale di Milano, Firenze, Palermo, Torino, Bari e Federico II di Napoli.
Grandi atenei: la Calabria in vetta
Tra i grandi atenei statali con un numero di iscritti compreso tra 20 mila e 40 mila, resta prima l’Università della Calabria con 91,7 punti. Sul podio anche Pavia e Cagliari. Parma si conferma quarta, seguita da Perugia. Salerno e Milano Bicocca sono ex aequo al sesto posto. Completano la graduatoria Roma Tor Vergata, Chieti-Pescara, che guadagna sei posizioni, Genova, Modena e Reggio Emilia, Verona, Messina, Ferrara, Campania e Roma Tre, appaiate al quattordicesimo posto, e infine Catania, quindicesima.
Medi atenei statali: Sassari al vertice
Tra gli atenei statali di medie dimensioni l’Università di Sassari conquista la vetta, guadagnando tre posizioni. Sul podio anche la Politecnica delle Marche e, a pari merito, Trento e Udine. Quarta Trieste, che supera Siena. Ca’ Foscari Venezia resta sesta, mentre il Salento guadagna sei posizioni e sale al settimo posto. Seguono Brescia, Piemonte Orientale e Bergamo. Chiudono la classifica Foggia, Insubria, L’Aquila, Urbino, Napoli Parthenope e Magna Graecia di Catanzaro.
Piccoli atenei statali: Camerino in testa
Tra i piccoli atenei statali l’Università di Camerino resta al primo posto (95,3), seguita da Cassino (87,3). La Mediterranea di Reggio Calabria guadagna tre posizioni e sale al terzo posto. Stabili anche Macerata e Sannio, rispettivamente quarta e quinta. La Tuscia scende al sesto posto, mentre Teramo sale in settima posizione superando la Basilicata, ora ottava. Chiudono la graduatoria Molise e Napoli L’Orientale, rientrata quest’anno nella categoria dei piccoli atenei.
Politecnici e atenei non statali: Milano e Luiss in vetta
Tra i politecnici il Politecnico di Milano si conferma in vetta (100,8), seguito dal Politecnico di Torino (94,8) e dal Politecnico di Bari (85,7). Chiude la classifica lo Iuav di Venezia (83,7). Tra i grandi atenei non statali con oltre 10 mila iscritti, la Luiss si conferma al primo posto con 95,8 punti, davanti alla Bocconi (92,6) e all’Università Cattolica (79,0).
Tra gli atenei non statali di medie dimensioni, la Lumsa resta prima (89,2), seguita dalla Iulm (83,8). Debuttano in classifica l’Università Kore di Enna e l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, rispettivamente terza e quarta. Chiude il gruppo l’Università Suor Orsola Benincasa. Tra i piccoli atenei non statali, la Libera Università di Bolzano mantiene la vetta (95,8), davanti al Campus Bio-Medico di Roma (92,4) e alla Liuc – Università Cattaneo (90,6).



