La città di Bologna è stata teatro di violenti scontri il 20 luglio scorso, in seguito alla morte di Abderrahim Fakir un 42enne deceduto durante un fermo di polizia nel rione Pilastro. La Procura ha aperto un fascicolo con 12 indagati, accusati di resistenza a pubblico ufficialetravisamento e danneggiamento.
Le accuse e gli indagati
L’indagine è affidata al pm Stefano Dambruoso e tra gli indagati figura anche un 20enne arrestato durante i disordini e poi rilasciato con un divieto di dimora nella Città metropolitana di Bologna. Per lui, il processo inizierà il 9 settembre.
La notte degli scontri
La sera del 20 luglio, manifestanti e forze dell’ordine sono entrati in conflitto nel centro di Bologna. Gli scontri, caratterizzati da lanci di oggetti, barricate, idranti e lacrimogeni, hanno visto l’intervento dei vigili del fuoco per un’auto in fiamme all’angolo tra via Bassi e via Venezian. Le camionette e gli agenti hanno presidiato piazza Roosevelt per contenere la protesta.
Feriti e danni
Ci sono stati diversi feriti tra gli agenti e i manifestanti. Le accuse a vario titolo includono resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento. Tra i 12 indagati c’è anche il giovane arrestato la notte dei disordini e sottoposto alla misura del divieto di dimora all’esito della convalida.
L’inchiesta sulla morte di Fakir
Sul fronte dell’inchiesta sulla morte di Fakir, l’avvocato Fabio Anselmo che rappresenta i familiari, ha espresso fiducia nei magistrati riguardo alla richiesta di affidare gli accertamenti a un altro corpo investigativo. La Procura ha garantito che “la terzietà delle indagini è assicurata dai magistrati”.
Le richieste degli avvocati
L’avvocato Gabriele Bordoni che assiste i due poliziotti iscritti nel registro preliminare 45 bis, ha presentato una richiesta alla Procura di Bologna per ricostruire cronologicamente quanto accaduto durante il controllo di polizia. Bordoni ha chiesto di migliorare la qualità audio e video dei materiali disponibili, affermando che “i due agenti non hanno compiuto alcuna violenza”.
Domani verrà affidato l’incarico per la consulenza sul cellulare di Fakir e la Procura deciderà anche sull’istanza presentata da Bordoni.



