Mercoledì 19 agosto, sotto le bandiere della Palestina e della Pace, decine di persone si sono riunite davanti alla Cattedrale di Ferrara per protestare contro l’occupazione israeliana in Cisgiordania. L’iniziativa, organizzata da Rete Pace ha visto la partecipazione di cittadini desiderosi di denunciare le violazioni dei diritti umani e chiedere al governo italiano e alla comunità internazionale di intervenire.
Il presidio ha avuto un duplice obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere l’imposizione di sanzioni economiche a Israele per fermare l’occupazione illegale e il genocidio in corso a Gaza. Gli organizzatori hanno anche invitato i partecipanti a firmare la proposta di legge di iniziativa popolare ‘Un’altra difesa è possibile’.
L’Assedio di Qusra: una Crisi Umana in Cisgiordania
Negli ultimi giorni, l’attenzione internazionale si è concentrata su Qusra, un villaggio vicino a Nablus in Cisgiordania, dove coloni israeliani hanno assediato due famiglie palestinesi, gli Hassan e gli Abu Ridi. Le famiglie sono state private di cibo, acqua ed elettricità, e la figlia di due anni di una delle famiglie ha avuto la febbre alta, richiedendo l’intervento della Mezzaluna Rossa.
I coloni hanno impedito all’ambulanza di raggiungere la casa, costringendo l’esercito israeliano a intervenire dopo lunghe ore di attesa. Nonostante l’intervento, l’esercito non ha fatto molto per fermare i coloni, anzi, secondo alcune testimonianze, avrebbe salutato calorosamente i coloni al loro arrivo.
Dati Allarmanti sulla Violenza in Cisgiordania
Rete Pace ha ricordato che questa situazione non è eccezionale. Secondo i dati dell’apparato di sicurezza israeliano, nei primi sei mesi del 2026 si sono verificati 660 episodi di violenza nazionalistica dei coloni contro i palestinesi, rispetto ai 405 avvenuti nello stesso periodo del 2026. Inoltre, 174 bambini più di un bambino ogni settimana, sono stati uccisi in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est occupata, dal.
Oltre 1500 bambini palestinesi sono rimasti feriti nello stesso periodo, colpiti da proiettili, picchiati, accoltellati e aggrediti con spray al peperoncino. Almeno 355 bambini palestinesi provenienti dalla Cisgiordania sono attualmente detenuti in carceri militari israeliane, e quasi la metà di loro sono detenuti senza accusa né processo.
La Risoluzione delle Nazioni Unite e le Azioni di Israele
Nel settembre del 2026, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che imponeva a Israele di porre fine, entro 12 mesi, alla sua presenza illegale nei territori palestinesi. L’Italia si è astenuta, ma il governo israeliano ha accelerato l’espansione e l’autorizzazione di nuove colonie in Cisgiordania, approvando decine di nuovi insediamenti e decine di migliaia di unità abitative.
Israele controlla la maggior parte delle fonti e delle falde acquifere della Cisgiordania, garantendo ai palestinesi una quantità di acqua molto inferiore a quella che garantisce ai coloni. I coloni spesso deviano l’acqua destinata ai campi coltivati dai palestinesi per usi privati, come il riempimento di piscine.
La situazione in Cisgiordania è critica e richiede l’attenzione della comunità internazionale. Le proteste come quella di Ferrara sono un segnale importante che la voce della pace non può essere ignorata.



