Una notte tra amici si è trasformata in una tragedia per Michele Cecconi, 23 anni, studente di Filosofia all’Università degli Studi di Ferrara. Il giovane ha perso la vita nella notte tra venerdì e sabato a Ca’ Noghera, in provincia di Venezia, dopo che il trattore su cui viaggiava è finito in un canale con circa un metro e mezzo d’acqua, non lontano dall’aeroporto Marco Polo.
L’incidente nei terreni di famiglia
Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente è avvenuto nei terreni della famiglia Cecconi. Il trattore, per cause ancora da chiarire, ha perso stabilità ed è finito nel fossato. I tre amici che erano a bordo sono riusciti a mettersi in salvo e a dare l’allarme. Michele, che si trovava alla guida, è invece rimasto incastrato sotto una delle ruote.
I soccorsi e il recupero del corpo
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno utilizzato una gru per recuperare il mezzo e consentire ai sommozzatori di raggiungere il giovane. Per Michele, però, non c’è stato nulla da fare. I sanitari del Suem 118 hanno tentato di rianimarlo, ma hanno dovuto constatarne il decesso.
Le indagini dei carabinieri
I rilievi sono stati affidati ai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Mestre, che dovranno ricostruire la dinamica dell’incidente e stabilire le cause del ribaltamento. La Procura ha quindi disposto il nullaosta per il rilascio della salma.
Un brillante studente di Filosofia
La morte di Michele Cecconi colpisce anche la comunità universitaria ferrarese. Il 23enne studiava Filosofia all’Università degli Studi di Ferrara ed era stato ammesso per due anni al percorso d’Eccellenza Picus, un riconoscimento riservato agli studenti particolarmente meritevoli. Cecconi era ormai vicino alla conclusione del suo percorso universitario. Stava preparando la tesi di laurea su Adam Smith e avrebbe dovuto discutere il lavoro nei prossimi mesi.
Un percorso accademico portato avanti parallelamente alla vita nella sua famiglia e nella campagna di Ca’ Noghera, dove il giovane era cresciuto a contatto con i terreni e con il trattore di famiglia. Proprio durante una serata con gli amici, però, quel mezzo è diventato teatro di un incidente che non gli ha lasciato scampo.
La vita di Michele a Ferrara
Michele aveva costruito negli ultimi tre anni una parte importante della propria vita a Ferrara. Era iscritto all’Università estense, nel corso di laurea triennale in Filosofia e società contemporanea, ed era ormai a un passo dalla laurea. La discussione era prevista per ottobre, con una tesi dedicata al pensiero del filosofo ed economista Adam Smith, seguita dal professor Marco Bazzan.
Un percorso universitario brillante, tanto da portarlo per due anni consecutivi nell’Honours Programme Picus, riservato agli studenti con risultati e attitudini particolarmente meritevoli. Ma nei corridoi e nelle aule dell’università Michele non era soltanto un libretto di esami eccellente. Era soprattutto un ragazzo capace di costruire rapporti, di accogliere e far sentire a proprio agio chiunque incontrasse.
A Ferrara aveva condiviso la quotidianità con i compagni di corso e gli amici, trasformando il suo appartamento vicino alla biblioteca Ariostea in un punto di ritrovo. Una cucina con la moka sempre pronta, pranzi e cene improvvisati, ore trascorse a studiare e ripassare insieme. C’erano poi la palestra, le serate al cinema Apollo e gli incontri di “Krisis”, l’occasione nata tra gli amici per discutere libri e idee. L’ultimo testo affrontato insieme era stato la “Genealogia della morale” di Nietzsche.
“Sapeva mettere chiunque a proprio agio”, raccontano gli amici, ricordando il suo sorriso, l’ironia e quella disponibilità che sembrava non costargli mai fatica. Un ragazzo solare e socievole, ma anche capace di una certa timidezza, amante della montagna, della natura e delle Dolomiti. A Ferrara Michele lascia così non soltanto una laurea che sembrava ormai vicinissima, ma soprattutto una rete di amicizie e ricordi. Una comunità universitaria che ora si ritrova a fare i conti con un’assenza improvvisa e difficile da comprendere.



