Una giornata di festa sul greto del Canalbianco è finita in tragedia il 30 maggio 2026 quando Vasile Andrei Bologa, 36 anni, è annegato davanti alla moglie e alla figlia di 10 anni. L’uomo, residente a Fidenza (Parma) e impiegato come operaio a Milano, si era unito a parenti e amici per il ponte del 2 giugno e aveva trascorso la giornata tra pesca e convivialità lungo le sponde del corso d’acqua, nella località di Governolo di Roncoferraro.
La dinamica dell’incidente
Secondo la prima ricostruzione fornita dai testimoni ai carabinieri, Bologa si sarebbe immerso nel canale per dimostrare di poter attraversare da una riva all’altra, una sorta di sfida tra amici. Dopo aver raggiunto la sponda opposta, è tornato indietro: a pochi metri dal punto di partenza, circa sei metri secondo i presenti, ha iniziato a perdere controllo respiratorio e a boccheggiare. Immediatamente è stato trascinato sott’acqua dalla corrente e da una forza che lo ha fatto incastrare sul fondo del canale.
I fattori che complicano i tuffi in corsi d’acqua
Il Canalbianco presenta tratti con correnti impreviste e punti profondi non evidenti dall’alto: per questo motivo i tuffi in acque libere sono rischiosi anche per nuotatori esperti. In questo contesto il termine incastro si riferisce a una condizione pericolosa in cui il corpo rimane bloccato su ostacoli sommersi, complicando qualsiasi tentativo di autosalvataggio e rendendo difficili le operazioni dei soccorritori.
Intervento dei soccorsi e recupero
Alcuni amici hanno dato subito l’allarme e sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Mantova con gommoni e strumenti dedicati alle ricerche in immersione. Un elicottero ha sorvolato la zona cercando eventuali tracce in superficie, ma le ricerche dall’alto non hanno fornito risultati risolutivi. Successivamente sono giunti sul posto i sommozzatori specializzati provenienti da Venezia e da Bologna, chiamati per la loro esperienza in operazioni subacquee complesse.
Il ritrovamento del corpo
Dopo diverse ore di intervento, i sommozzatori hanno individuato il corpo di Bologa sul fondo del canale intorno alle 18.30, dove era rimasto incastrato. Le operazioni di recupero hanno confermato purtroppo l’assenza di segnali vitali. Sul luogo dell’incidente sono intervenute anche le forze dell’ordine per avviare gli accertamenti di routine sulla dinamica e le circostanze che hanno portato alla morte.
Il contesto familiare e le indagini
Bologa si era sistemato con la moglie, la figlia di 10 anni, parenti e amici sul greto del canale la sera del venerdì precedente, montando tende e trascorrendo il tempo tra pesca e momenti di svago. La presenza della famiglia rende ancora più drammatica la vicenda: testimoni oculari, tra cui la moglie e altri presenti, hanno fornito versioni concordanti che sono ora al vaglio degli inquirenti.
Accertamenti e prassi
Come da prassi, i carabinieri e la magistratura locale avvieranno le verifiche per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti e valutare se siano intervenuti fattori esterni o responsabilità terze. Le informazioni raccolte dagli amici e dalla famiglia saranno fondamentali per chiarire i dettagli, mentre i risultati delle ispezioni tecniche e della eventuale autopsia forniranno elementi medico-legali necessari.
Indicazioni di sicurezza
L’accaduto richiama l’attenzione sui rischi legati ai tuffi in acque non controllate e sull’importanza di precauzioni elementari: conoscere il fondale, evitare zone con correnti, non immergersi in gruppo senza supervisione qualificata e avere a disposizione mezzi di soccorso. In molte aree fluviali il profilo del fondo può cambiare rapidamente e nascondere ostacoli pericolosi.
La comunità locale e i partecipanti alla gita sono profondamente scossi: rimangono le procedure d’indagine per accertare l’esatta dinamica dell’incidente e il lutto di una famiglia che aveva scelto di trascorrere una breve vacanza insieme. Le autorità continueranno a informare sui risultati delle verifiche e sulle eventuali decisioni conseguenti.