Bologna si prepara a una nuova sfida politica con l’emergere di Bologna Respira la lista nata dalle ceneri dei Verdi locali che punta a rivoluzionare la scena politica cittadina in vista delle elezioni comunali del 2027. Con oltre 250 adesioni già raccolte, il movimento si presenta come l’alternativa ecologista più credibile alla giunta uscente.
La nascita di Bologna Respira è il risultato di anni di tensioni interne ai Verdi bolognesi, culminate con il commissariamento dei vertici provinciali da parte della direzione nazionale. Il movimento, guidato da figure come Danny Labriola e Andrea Barone, ha scelto di rompere definitivamente con l’alleanza tradizionale con il centrosinistra e con il sindaco Matteo Lepore.
Le radici della protesta e la rottura con i Verdi
Le origini di Bologna Respira risalgono alle numerose battaglie ambientali combattute negli ultimi anni, tra cui la difesa degli alberi delle scuole Besta e la lotta contro il consumo di suolo. La rottura definitiva con i Verdi è avvenuta quando il consigliere comunale Davide Celli ha lasciato la maggioranza, portando alla decisione della direzione nazionale di commissariare i vertici provinciali.
“Ognuno va per la sua strada”, afferma Danny Labriola, ex portavoce dei Verdi a Bologna. “Non è più tempo di compromessi. In questi cinque anni sono successe cose che hanno superato ogni limite.” La lista si presenta come l’unica voce credibile in grado di coniugare temi ambientali e questioni sociali un vuoto che né la maggioranza né l’opposizione hanno saputo colmare.
Le proposte radicali per una Bologna sostenibile
Bologna Respira ha presentato un manifesto con proposte concrete per cambiare il volto della città. Tra le principali: l’introduzione del trasporto pubblico gratuito lo stop alle nuove costruzioni e la riduzione dei voli all’aeroporto Marconi. “Non c’è fame di case a Bologna”, afferma Andrea Barone, presidente dell’associazione. “La città è già asfissiata dalla cementificazione e dai costi che ne derivano.”
Le proposte della lista mirano a invertire la rotta delle politiche urbanistiche degli ultimi anni, che secondo i promotori hanno portato a una Bologna più disegualemeno verde e meno pulita. “I più poveri vengono espulsi dalla città mentre aumentano solo i ceti ricchi”, denuncia Labriola. “È tempo di dare voce a chi chiede una città più vivibile, con aria più pulita e cibo più sano.”
Le adesioni illustri e il confronto con le altre forze politiche
Il manifesto di Bologna Respira ha raccolto l’adesione di personalità di spicco come i climatologi Luca Mercalli e Stefano Materia, gli accademici dell’Alma Mater Pier Giorgio Ardeni e Giovanni Dinelli, e la direttrice scientifica emerita dell’Istituto Ramazzini, Fiorella Belpoggi. Tra i politici, hanno aderito la senatrice Aurora Floridia e l’ex assessore regionale Alberto Ronchi.
“Gli altri che sono in campo sono partiti dai candidati o dalla critica all’amministrazione, e i contenuti sono un po’ confusi”, afferma Labriola. “Noi siamo coerenti. Oggi il centrosinistra non è più in grado di capire qual è l’emergenza. Il pericolo della destra c’è, ma c’è anche un pericolo che viene dal territorio.”
La sfida alle elezioni comunali 2027
Bologna Respira si prepara a presentare un proprio candidato sindaco per le elezioni comunali del 2027. Sebbene il nome non sia ancora stato svelato, Labriola assicura che la lista sarà in grado di presentare “la persona migliore”, con un identikit già definito. “Siamo la vera alternativa ecologista”, conclude Labriola. “E siamo pronti a dare battaglia per una Bologna che respira.”
La lista ha scelto di presentarsi al centro sociale Costa di via Azzo Gardino, un luogo simbolo delle lotte sociali e ambientali della città. Qui, tra i murales e le bandiere, si sta costruendo il futuro politico di Bologna Respira, un movimento che punta a rivoluzionare la scena politica cittadina con proposte radicali e un approccio nuovo alla gestione della cosa pubblica.



