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Palladino alla guida del Bologna: cambi di modulo e ruolo delle ali

Bologna licenzia Tedesco e nomina Palladino, che promette un calcio più offensivo con un nuovo 4‑2‑3‑1

Palladino alla guida del Bologna: cambi di modulo e ruolo delle ali

Il club rossoblù ha subito due cambi di comando in meno di un mese di campionato. Dopo la sconfitta per 1-0 contro il Napoli, il tecnico Domenico Tedesco ha lasciato la panchina di Bologna. Subito dopo, il club ha annunciato la firma triennale di Raffaele Palladino ex allenatore di Fiorentina e Atalanta.

Con soltanto un punto ottenuto in quattro giornate, i rossoblù cercavano un ribaltamento di rotta. La decisione è stata comunicata nella stessa mattinata della sconfitta, lasciando a Tedesco poco tempo per salutare la città, ma con la consapevolezza di aver ricevuto un caloroso benvenuto dai tifosi.

L’esonero di Domenico Tedesco e la nomina di Raffaele Palladino

La separazione è avvenuta in maniera rapida: Tedesco ha avuto un’ora di permanenza al centro tecnico prima di uscire dall’edificio. Nella sua breve avventura, il tecnico tedesco non è riuscito a far emergere una linea di gioco coerente, lasciando i giocatori in ruoli poco naturali e mostrando una gestione difensiva spesso “snaturata”.

Le cause dell’addio

Le tensioni in spogliatoio si sono intensificate quando il portiere Lukasz Skorupski è stato escluso per un ritardo alla riunione tecnica, e Federico Bernardeschi ha richiesto il ritorno alla sua posizione di ala destra. Inoltre, durante la finestra di mercato il club ha perso figure chiave come Carlos CastroMarco Lucumì e Stefano Rowe indebolendo ulteriormente la rosa.

Il progetto tattico di Palladino: nuovo modulo e ruolo delle ali

Palladino arriva con un bagaglio di esperienze in Serie A, avendo già guidato la Fiorentina e l’Atalanta. Il suo approccio è pragmatico e si concentra su un modulo 4-2-3-1 considerato più adatto alle caratteristiche dei giocatori a disposizione.

Bernardeschi, Orsolini e la rinascita delle fasce

Secondo le prime indicazioni, Bernardeschi ricoprirà il ruolo di leader offensivo, con la libertà di operare sia a destra sia a sinistra. L’ala sinistra sarà affidata a Mattia Orsolini che avrà la possibilità di riprendere slancio e ricostruire il ritmo di squadra. Giacomo Cambiaghi completerà la terza punta del trequartista, creando un triangolo d’attacco più incisivo rispetto al precedente impianto.

Il nuovo schema prevede due mediocampisti più difensivi a sostegno della difesa, mentre il trequartista sarà il fulcro creativo, con l’obiettivo di avvicinarsi rapidamente alla linea avversaria e generare occasioni da gol.

Le prospettive difensive e la gestione della rosa

Nel breve pretorio che precede il prossimo incontro contro il Torino, Palladino non intende apportare cambiamenti radicali alla difesa. La linea a quattro rimane la base, dato che la squadra non ha ancora avuto tempo di sperimentare un back three. Tuttavia, la panchina offre variabili interessanti: da destra a sinistra, i centrali HellandHeggem e Theate costituiscono una scelta possibile, con la presenza di Vitik e Casale sul tavolo per eventuali rotazioni.

Il tecnico avrà tre settimane di pausa per i giorni di internazionali, un lasso di tempo sufficiente per lavorare su schemi difensivi, migliorare l’allineamento e sperimentare la possibilità di inserire Casale nella formazione titolare, aumentando così la profondità del reparto.

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