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Jelenic insulta avvocato a Bologna, Spada negata scarcerazione a Forlì

Due processi criminali accesi: Jelenic fa scandalo in aula a Bologna, mentre a Forlì Spada resta in carcere nonostante la richiesta di scarcerazione.

Jelenic insulta avvocato a Bologna, Spada negata scarcerazione a Forlì

Il tribunale di Bologna è stato teatro di un episodio insolito durante la fase di deposizione del perito tecnico. L’imputato, identificato con il cognome Jelenic ha interrotto la testimonianza con insulti rivolti alla propria avvocata, ha sputato contro un agente di sicurezza e ha tentato di forzare la gabbia di contenimento usando calci e pugni. L’accaduto ha suscitato grande clamore, spingendo il giudice a allontanare l’imputato dall’aula e a mettere in discussione la continuità dell’interrogatorio.

Il perito intervenuto nella stessa udienza ha confermato che Jelenic è capace di intendere e volere sottolineando l’assenza di sintomi deliranti. Questa valutazione ha ribadito la capacità dell’imputato di comprendere la gravità del reato, aggravato dal fatto che il capotreno è stato ucciso, ma non ha influito sulla decisione di mantenere la sua custodia preventiva.

Jelenic interrompe la deposizione a Bologna

Durante l’interrogatorio, la tensione si è trasformata in violenza verbale e fisica. Dopo aver insultato l’avvocata, Jelenic ha rivolto un gesto di disprezzo verso le forze dell’ordine presenti, provocando la necessità di intervenire con la sicurezza del tribunale per evitare ulteriori aggressioni. Il giudice, valutando la condotta dell’imputato, ha disposto la sua rimozione dall’aula, lasciando la testimonianza del perito come unico elemento probatorio a disposizione della Corte.

Il rapporto del perito, oltre a confermare la capacità di intendere e volere, ha evidenziato che non sono emersi sintomi di delirio, elemento che potrebbe aver influito su un eventuale discorso di riduzione della responsabilità penale. Tuttavia, le azioni di Jelenic durante la deposizione hanno dimostrato una chiara violazione del decoro processuale, rafforzando la percezione di pericolosità dell’imputato.

Luca Spada: il giudice conferma la custodia cautelare a Forlì

Nel frattempo, a Forlì il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dagli avvocati di Luca Spada ventottenne autista soccorritore della Croce Rossa, imputato dell’omicidio aggravato dell’anziana Deanna Mambelli. Spada è detenuto dal 11 aprile con l’accusa di omicidio volontario. La difesa aveva sostenuto che il licenziamento per giusta causa comunicato dalla Croce Rossa il 4 maggio avesse eliminato le motivazioni cautelari, ma il giudice ha ritenuto insufficiente tale elemento.

Il rapporto dei Carabinieri e la valutazione del rischio

Un documento tecnico redatto dal Racis dei carabinieri ha giocato un ruolo decisivo nella decisione del magistrato. Il rapporto descrive la spinta psicologica di Spada come «interna, ossessiva e del tutto incontrollabile», suggerendo la possibilità di ulteriori reati e il rischio di inquinamento delle prove. Tali considerazioni hanno giustificato il mantenimento della misura cautelare, compresa la negazione della possibilità di usufruire di un braccialetto elettronico o dei domiciliari.

Il pubblico ministero e il GIP hanno confermato la necessità di mantenere Spada in carcere, sottolineando il pericolo di recidiva e la difficoltà di garantire un corretto svolgimento delle indagini senza la presenza del sospetto in libertà. La decisione appare coerente con la prassi giudiziaria volta a preservare l’integrità del procedimento penale.

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