8 Ottobre 2026 ☁ 20°

Settore costruzioni: valore di 648,7 miliardi, +0,9% nel 2025

Nel 2025 la filiera delle costruzioni ha superato i 648 miliardi di euro e garantito 3,4 milioni di posti di lavoro, ma la spinta proviene sempre più dalle opere pubbliche.

Settore costruzioni: valore di 648,7 miliardi, +0,9% nel 2025

Il rapporto Federcostruzioni presentato all’apertura della 60ª edizione della fiera SAIE di Bologna ha messo in luce una trasformazione strutturale del settore. Nel 2025 la produzione complessiva della filiera delle costruzioni ha raggiunto i 648,7 miliardi di euro, con una crescita dell’0,9% rispetto all’anno precedente. L’analisi copre tutti gli attori della catena, dalla progettazione ai materiali, fino agli impianti, e evidenzia che sono circa 3,4 milioni le persone occupate, pari al 14 % della forza lavoro nazionale.

Questi dati emergono in un contesto in cui gli incentivi fiscali per la riqualificazione edilizia sono terminati e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sta per chiudersi. Nonostante la riduzione degli interventi abitativi, il settore registra una robusta espansione grazie a una forte ripresa delle opere pubbliche che hanno assorbito la maggior parte dei nuovi investimenti.

Le opere pubbliche al centro della crescita

Nel 2025 gli investimenti totali nel comparto edilizio hanno ammontato a 232,6 miliardi di euro. Di questi, 96,6 miliardi – cioè il 41,5% – sono stati destinati alle opere pubbliche, che hanno registrato un incremento del 21% rispetto al 2024. I principali motori di questo slancio sono l’accelerazione dei progetti previsti dal PNRR gli investimenti nella rete ferroviaria e la spesa in conto capitale dei Comuni, salita del 15,3 %.

Impulso dal PNRR e dagli enti locali

Il PNRR ha consentito la realizzazione di numerosi progetti infrastrutturali, dalle autostrade alle linee ferroviarie ad alta velocità, contribuendo a una domanda costante di cantieri e forniture. Parallelamente, gli enti locali hanno intensificato la loro attività di investimento, sia per migliorare la mobilità urbana sia per potenziare la rete di servizi pubblici, creando un effetto moltiplicatore sulla produzione della filiera.

Contrasto nel mercato abitativo

Il segmento delle abitazioni, al contrario, ha evidenziato un forte arretramento. Gli investimenti nel settore residenziale sono scesi del 15,6% con le nuove costruzioni in calo del 5 % e la manutenzione straordinaria delle case in diminuzione del 18 %. La fine dei bonus fiscali ha censurato la domanda, lasciando spazio a una contrazione che ha influito sulla produzione dei sub-settori legati al building.

Effetti sulla produzione e sull’occupazione

Nonostante il ribasso abitativo, la filiera complessiva ha registrato un aumento di 3 % degli addetti, con una crescita del 4,7 % nelle costruzioni e del 7,9 % nella progettazione. Su base pluriennale, dal 2019 al 2025 la produzione è aumentata del 33,7 % al netto dell’inflazione, dimostrando la capacità di resilienza del sistema.

Prospettive per il 2026: una crescita a ritmo differenziato

Le previsioni per il 2026 indicano un rialzo complessivo degli investimenti del 5,6% trainato quasi esclusivamente dalle opere pubbliche, che dovrebbero crescere di un ulteriore 12 %. La manutenzione straordinaria delle abitazioni è attesa in lieve ripresa (+3,5 %), ma le nuove costruzioni residenziali rimangono in territorio negativo, con una previsione di calo del 4,5 %. Anche le costruzioni non residenziali private sono orientate a una diminuzione del 3 %.

Le esportazioni della filiera hanno continuato a sostenere la crescita, toccando i 64,3 miliardi di euro (+2,1 % rispetto al 2024) e generando un surplus commerciale di 34,7 miliardi (+3,5 %). Questi numeri rafforzano il ruolo dell’Italia come attore di rilievo nei mercati internazionali del settore.

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