30 Maggio 2026 🌤 24°

Mugello, Di Giannantonio in vetta nelle libere: Ducati protagonista e italiani scatenati

Fabio Di Giannantonio mette il timbro sul venerdì del Mugello e guida una giornata dominata da Ducati e piloti italiani. Bagnaia, Bastianini, Morbidelli e Bezzecchi restano tutti in scia, mentre Márquez rientra con un piazzamento di valore dopo l’infortunio.

Mugello, Di Giannantonio in vetta nelle libere: Ducati protagonista e italiani scatenati

Il venerdì del Gran Premio d’Italia al Mugello ha offerto un segnale chiarissimo: sul tracciato toscano, almeno sul giro secco, la partita sembra girare attorno alla Ducati e ai suoi interpreti italiani. La giornata ha preso una piega molto concreta già dalle prime tornate, con tempi strettissimi e una classifica compressa, quasi a fotografare un gruppo di protagonisti pronti a giocarsi tutto sul filo dei millesimi.

In questo scenario si è imposto Fabio Di Giannantonio, autore del riferimento più veloce e capace di chiudere davanti a tutti una sessione che ha confermato la competitività dei piloti di casa. Accanto a lui hanno brillato nomi pesanti come Pecco Bagnaia, Enea Bastianini e Franco Morbidelli, mentre il rientro di Marc Márquez ha aggiunto un elemento di richiamo a una giornata già molto intensa.

Di Giannantonio davanti, ma il margine è minimo

Il miglior tempo assoluto è stato firmato da Di Giannantonio in 1’44"808, un crono che racconta bene la sua solidità nel momento decisivo. Il pilota romano del Team Pertamina Enduro VR46, reduce dal successo in Catalogna, ha trovato il giro giusto nel finale, quando la pista ha iniziato a offrire le condizioni migliori per attaccare. La sua prestazione non è stata solo veloce, ma anche pulita e precisa, come se il Mugello gli avesse imposto un ritmo naturale da seguire curva dopo curva.

Alle sue spalle, però, il vantaggio è stato quasi simbolico: Bagnaia ha chiuso a soli 91 millesimi, segnale di un feeling immediato con la pista di casa e con la sua Desmosedici. Poco più indietro si è collocato Bastianini, terzo a 103 millesimi, a conferma di un blocco italiano estremamente compatto. Il quadro si è completato con Morbidelli quarto a 151 millesimi, dentro un gruppo di testa in cui i primi sette piloti sono rimasti racchiusi in appena due decimi. Un dettaglio che dice tutto sulla tensione e sulla qualità del venerdì mugellano.

Una classifica strettissima e un equilibrio quasi irreale

Il time attack finale ha trasformato la sessione in una sorta di sparo simultaneo, dove ogni passaggio poteva ribaltare l’ordine dei primi. A spezzare per un attimo la sequenza tricolore ci ha pensato Fermín Aldeguer, quinto con la Ducati del team Gresini e distante appena 196 millesimi dalla vetta. Subito dopo è arrivato Márquez, sesto a 202 millesimi, protagonista di una prova che vale molto di più della posizione numerica se si considera il contesto del suo rientro.

Il dato più impressionante, in fondo, non è solo il nome del leader, ma la densità della classifica. In una giornata così rapida, il margine tra esaltazione e rincalzo si misura in frazioni di secondo, e il Mugello ha rimesso al centro proprio questa legge della MotoGP: basta poco per stare davanti, ma basta altrettanto poco per scivolare indietro. Per questo il venerdì ha già lasciato l’idea di un weekend aperto, anche se il messaggio della Ducati è stato quanto mai netto.

Il rientro di Márquez e la risposta di Aprilia

Il sesto posto di Márquez ha avuto un peso specifico particolare. Il campione del mondo in carica è tornato in pista dopo la brutta caduta nella Sprint di Le Mans e la successiva operazione chirurgica, mostrando subito una competitività di alto livello. Nel box del Ducati Lenovo Team il suo rientro è stato letto come un segnale incoraggiante: ritmo, coraggio e capacità di spingersi vicino ai migliori senza forzare oltre misura. Una prova da leggere con attenzione, perché il valore tecnico del suo giro è evidente e perché il ritorno è avvenuto in tempi rapidissimi.

Dietro ai primi sei, la giornata ha continuato a parlare italiano con il settimo posto di Marco Bezzecchi, leader del campionato e autore di un giro chiuso a 216 millesimi dal riferimento. L’Aprilia si è quindi inserita nel gruppo di vertice con continuità, mentre Jorge Martin ha trovato l’ottavo tempo. A completare la top ten, e quindi l’accesso diretto alla Q2, sono arrivati Alex Rins con la Yamaha e Diogo Moreira con la Honda LCR, a conferma di una prequalifica che ha premiato chi è riuscito a essere incisivo nel momento giusto.

Gomme nuove, scelte diverse e imprevisti nel turno

Le differenze tra i vari piazzamenti sono state influenzate anche dalla gestione degli pneumatici. Nella prima parte della giornata, con un tracciato parzialmente umido dopo la pioggia notturna, il riferimento di Di Giannantonio aveva già dato una direzione al lavoro dei team. Nel corso del turno, però, è emerso con chiarezza quanto abbiano inciso le gomme nuove montate nel finale: Martin, Ogura, Viñales e Miller hanno potuto alzare il livello proprio quando contava di più, mentre chi ha insistito con il materiale usato ha dovuto fare i conti con un quadro più complesso.

Non sono mancati nemmeno gli episodi. Brad Binder si è fermato all’uscita dai box, provocando una sospensione temporanea della sessione, mentre Pedro Acosta è finito fuori pista nel finale, mancandone così l’ingresso nella top ten. Caduta anche per Fabio Quartararo, che dopo una botta al braccio ed essere stato colpito al casco dalla sua Yamaha ha comunque ripreso il lavoro, chiudendo diciassettesimo. Sul fronte dei debutti, bene Diogo Moreira, decimo al primo assaggio del Mugello in MotoGP, e capace di confermare quanto il tracciato toscano possa esaltare chi sa interpretarlo con coraggio e pazienza.

In sintesi, il venerdì del Mugello ha consegnato un verdetto preciso: Ducati è forte, i piloti italiani sono in fiducia e il pubblico può aspettarsi un fine settimana ad alta intensità. Se il ritmo visto in pista verrà confermato anche nel resto del programma, la sfida toscana promette di restare incerta fino all’ultimo giro utile.

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