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Fuga dal domicilio e colluttazione al centro commerciale Gran Reno

Un trentasettenne sotto arresti domiciliari è stato beccato al centro commerciale, ha tentato la fuga e ha picchiato tre agenti, finendo in carcere.

Fuga dal domicilio e colluttazione al centro commerciale Gran Reno

Il Gran Reno di Casalecchio di Reno è diventato lo scenario di una stupefacente violazione delle restrizioni giudiziarie. Domenica 18 ottobre, verso le 16:50, tre agenti della Polizia di Stato, fuori servizio, hanno individuato un uomo di 37 anni, soggetto a arresti domiciliari, comodamente seduto al tavolo di un bar all’interno del centro commerciale. La presenza dell’uomo era stata segnalata dalle forze dell’ordine al momento del riconoscimento.

L’ingresso non autorizzato al centro commerciale

L’uomo, residente a Bologna, era tenuto a non allontanarsi dal proprio domicilio senza specifica autorizzazione. Quando gli agenti gli hanno chiesto spiegazioni per la sua presenza fuori casa, ha sostenuto di dover accompagnare la compagna all’ospedale per un malessere improvviso. La donna ha smentito immediatamente la versione, confermando che non c’era alcun motivo di emergenza. Il bilancio dei fatti è stato definito dalla polizia come un chiaro caso di evasione dagli arresti domiciliari.

La colluttazione con gli agenti e l’intervento dei carabinieri

Al momento del controllo, il trentasettenne ha reagito in maniera aggressiva: ha spinto violentemente gli agenti, cercando di raggiungere la propria auto per fuggire. Nonostante gli sforzi dei tre carabinieri fuori servizio, l’uomo ha opposto una netta resistenza, colpendo gli addetti e danneggiando lo schermo del cellulare di uno di loro, impegnato a chiamare il 112 per richiedere rinforzi. La situazione è degenerata in una vera e propria colluttazione, che ha richiesto l’intervento di una pattuglia dei Carabinieri di Casalecchio di Reno, i quali hanno contribuito all’immobilizzazione del soggetto.

Dettagli sull’intervento e le conseguenze immediate

Dopo aver avuto la meglio sulla resistenza fisica, gli agenti hanno portato il 37enne in Questura per gli accertamenti di rito. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per evasione e resistenza a pubblico ufficiale. La sua storia giudiziaria, già segnata da precedenti per evasione, sostituzione di persona e false attestazioni a pubblico ufficiale, ha determinato un provvedimento più severo.

Provvedimento giudiziario e contesto giurisprudenziale

Il questore ha notificato all’uomo un avviso orale e la magistratura ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, sospendendo gli arresti domiciliari e ordinando la traduzione in casa circondizionale. Questa decisione si inserisce in un più ampio orientamento giurisprudenziale: la Corte di Cassazione, nella Settima Sezione penale, ha più volte ribadito che anche un allontanamento di pochi metri dal domicilio costituisce reato di evasione, indipendentemente dalla durata o dalla motivazione. Nel caso specifico, la gravità delle condotte e la recidiva hanno portato alla decisione di incarcerare il trentasettenne.

Il caso mette in luce la rigida interpretazione delle restrizioni imposte dal giudice e l’efficacia delle forze dell’ordine nel far rispettare le misure cautelari. Inoltre, sottolinea l’importanza della collaborazione tra Polizia di Stato e Carabinieri nella gestione di situazioni di pericolo pubblico.

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