L’aeroporto di Bologna, meglio conosciuto come Aeroporto Marconi, ha avviato una sperimentazione che promette di trasformare la routine dei lavoratori addetti al trasporto dei bagagli. Un dispositivo indossabile, simile a uno zainetto, è stato installato sui carrellisti per assistere i movimenti di sollevamento e limitare gli sforzi sulla colonna vertebrale.
Realizzato in fibra di carbonio e dotato di cinghie imbottite, il nuovo esoscheletro si aggancia alle braccia, si chiude intorno ai fianchi con spalloni regolabili e si adatta alla corporatura di ciascun operatore. L’obiettivo è quello di correggere la postura, ridurre il carico su spalle e braccia e, soprattutto, limitare lo stress sulla schiena durante le operazioni di spostamento dei bagagli dai nastri ai carrelli di stiva.
Il funzionamento dell’esoscheletro passivo in fibra di carbonio
Il dispositivo rientra nella categoria degli esoscheletri passivi, ovvero sistemi meccanici privi di motori o batterie. Grazie a una rete di molle e materiali elastici integrati nella struttura, l’energia prodotta nei movimenti di flessione viene immagazzinata e poi rilasciata al momento della sollevazione, amplificando la spinta dell’operatore. Il produttore indica una potenziale diminuzione del carico su braccia, spalle e schiena fino al 50 %. Una riduzione di tale entità è considerata decisiva per prevenire disturbi muscoloscheletrici, particolarmente frequenti in ambienti logistici ad alta intensità di lavoro.
Implementazione all’Aeroporto Marconi: ruolo di GH Italia e Comau
L’iniziativa è stata promossa da GH Italia, società di handling presente all’aeroporto, in collaborazione con il produttore Comau. I dispositivi, certificati come Dispositivo di Protezione Individuale di categoria II, sono stati distribuiti all’intero team di turno e sono regolabili per adattarsi alle diverse corporature. La fase sperimentale prevede l’utilizzo dell’esoscheletro da parte di tutti gli addetti al trasferimento dei bagagli, dal check-in fino al posizionamento sui carrelli destinati alla stiva dei voli in partenza.
Coinvolgimento dei sindacati e monitoraggio dei risultati
Nel contesto della sperimentazione, i rappresentanti sindacali sono stati coinvolti fin dall’inizio per verificare l’effettiva efficacia del dispositivo e analizzare eventuali impatti sul ritmo lavorativo. Verranno raccolti dati relativi a infortuni, tempi di operatività e livello di affaticamento, al fine di valutare se l’intervento possa essere esteso ad altri aeroporti italiani. L’esito positivo di questi test potrebbe segnare l’inizio di una diffusione più ampia di soluzioni ergonomiche avanzate nel settore aeroportuale.



