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Morto a Bologna a 75 anni il giornalista Gerardo Bombonato

Una vita dedicata alla cronaca regionale e alla difesa della professione si spegne a Bologna.

Morto a Bologna a 75 anni il giornalista Gerardo Bombonato

Il 29 ottobre 2026 Bologna ha perso una delle sue voci più autorevoli: Gerardo Bombonato, giornalista professionista con una carriera che supera i quattro decenni, è venuto a mancare all’età di 75 anni. Nato a Costa di Rovigo, ha costruito il suo percorso nella stampa locale per poi diventare una figura di riferimento a livello regionale.

Il suo decesso ha suscitato un ampio cordoglio da parte di istituzioni, colleghi e dell’intera comunità dell’informazione. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, Carlo Bartoli, ha inviato un messaggio di vicinanza alla famiglia, parlando a nome del Consiglio nazionale. Allo stesso tempo, i vertici della Regione Emilia-Romagna hanno voluto onorare la memoria di un professionista che ha saputo coniugare giornalismo responsabile e impegno sindacale.

Il percorso professionale di Gerardo Bombonato al Resto del Carlino

Bombonato si è affermato soprattutto presso il Resto del Carlino, dove ha ricoperto diverse funzioni editoriali. La sua attività principale è stata la copertura della cronaca regionale, con un’attenzione particolare alle trasformazioni economiche e sociali del territorio emiliano-romagnolo. Grazie a una scrittura chiara e a una costante presenza sul campo, ha guadagnato la fiducia dei lettori e la stima dei colleghi.

Durante la sua esperienza nella redazione, ha partecipato anche al Comitato di redazione del giornale, contribuendo alla definizione delle linee editoriali. Parallelamente, è stato vicepresidente dell’Associazione stampa Emilia-Romagna, ruolo che gli ha permesso di intervenire direttamente nella tutela dei diritti dei giornalisti e nella discussione delle condizioni lavorative del settore.

Le cariche istituzionali e sindacali nella regione

Oltre alla stampa, Bombonato ha dedicato parte della sua carriera al servizio della pubblica amministrazione. Ha ricoperto la carica di capo ufficio stampa della Regione Emilia-Romagna, dove ha coordinato la comunicazione istituzionale, facilitando il dialogo tra le istituzioni e i cittadini. La sua capacità di tradurre complesse dinamiche politiche in notizie comprensibili ha arricchito il panorama informativo regionale.

Il suo impegno più visibile è stato nella presidenza dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, ruolo che ha ricoperto più volte. In tale posizione, ha promosso iniziative per la formazione continua dei professionisti, ha difeso l’indipendenza della stampa e ha sostenuto campagne contro la disinformazione, sottolineando l’importanza di un giornalismo responsabile per la democrazia.

Il cordoglio delle istituzioni regionali

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha definito Bombonato una “figura storica dell’informazione bolognese e dell’Emilia-Romagna”, sottolineando il suo “altissimo senso di responsabilità” e il contributo alla cronaca della nostra regione. Anche il presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri, ha espresso il proprio rispetto per l’eredità lasciata dal giornalista, evidenziando l’impatto duraturo del suo lavoro sia nella sfera pubblica sia in quella professionale.

Le parole di cordoglio di entrambi i leader hanno ribadito il valore della professionalità e della dedizione di Bombonato, ricordandolo come un punto di riferimento per le future generazioni di giornalisti. Il loro messaggio, indirizzato alla famiglia, ha chiuso il cerchio di un percorso che ha attraversato redazioni, istituzioni e organi di categoria, lasciando un vuoto difficile da colmare.

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