Negli ultimi quindici giorni le forze dell’ordine hanno lanciato un blitz senza precedenti contro la criminalità giovanile, coinvolgendo tutte le 106 Squadre Mobili dislocate sul territorio nazionale. L’operazione, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, ha avuto luogo soprattutto nelle zone più frequentate da giovani, come i centri di movida e le aree note per lo spaccio di droghe.
Il risultato è stato impressionante: sono stati arrestati 575 maggiorenni e 69 minorenni, mentre per 1.695 soggetti è stata sporta denuncia a piede libero, includendo 373 under 18. Le accuse spaziano dal tentato omicidio alle lesioni, dalla rissa al danneggiamento, fino allo spaccio di sostanze stupefacenti e al possesso illegale di armi.
Numeri della operazione su scala nazionale
Il contatto con i giovani è stato esteso a ben 236.138 individui, di cui 23.060 minorenni. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati 28 armi da fuoco, 210 armi bianche e 25 oggetti atti ad offendere, tra cui tirapugni e spray urticanti. Nel comparto stupefacenti sono stati bloccati quasi 70 chili di cocaina, 175 chili di cannabinoidi, oltre a eroina, ecstasy, ketamina e benzodiazepine.
Le autorità hanno inoltre effettuato 299 ispezioni domiciliari, 1.149 controlli in locali di vita notturna, 365 verifiche in sale giochi e quasi 900 esercizi commerciali, emettendo 1.394 sanzioni amministrative per violazioni legate a droga, armi e norme di pubblica sicurezza.
Reggio Emilia: due arresti e tre denunce a piede libero
Nel contesto locale, la Squadra Mobile reggiana, guidata dal dirigente Andrea Napoli, ha concluso le indagini con l’arresto di due maggiorenni. Il primo è stato fermato per detenzione di una quantità ingente di cocaina destinata allo spaccio, mentre il secondo è stato posto in custodia cautelare per una rapina avvenuta qualche mese prima. Oltre a questi, tre ulteriori soggetti sono stati deferiti: due per spaccio di droga e uno per porto abusivo di armi.
Per quanto riguarda i minorenni, due giovani sono stati sottoposti a misura cautelare di permanenza domiciliare, essendo considerati gravemente indiziati di reati quali rapina, tentata estorsione e lesioni personali.
Sequestri e impatti sul territorio
Le indagini hanno anche permesso di individuare e chiudere diverse “crack house” a Foggia, veri laboratori artigianali per la trasformazione e il consumo di droga. In altre regioni, come la Lombardia, le forze dell’ordine hanno monitorato i social network, bloccando tre account che promuovevano contenuti violenti e la diffusione di armi.
Complessivamente, l’operazione ha messo in luce una rete criminale capillare, capace di sfruttare sia le nuove tecnologie sia gli spazi pubblici per perpetrare i propri crimini. I sequestri di denaro, armi e sostanze illecite rappresentano un primo passo decisivo per ridurre il degrado giovanile e ristabilire la sicurezza nelle nostre città.



