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Fiom a Ancona chiede controlli dopo due morti in cantiere

Un presidio della Fiom Cgil si è svolto il 2 novembre 2026 davanti alla Fincantieri di Ancona per commemorare le vittime e sollecitare controlli e un tavolo in Prefettura

Fiom a Ancona chiede controlli dopo due morti in cantiere

Il 2 novembre 2026 davanti ai cancelli della Fincantieri nel porto di Ancona si è tenuto un presidio organizzato dalla Fiom Cgil insieme all’Unione degli universitari (Udu) per ricordare i due operai deceduti in un incidente avvenuto il 29 settembre. L’iniziativa è stata caratterizzata da due mazzi di fiori rossi, fumogeni, uno striscione con la scritta “Fermiamo le stragi sul lavoro” e la lettura di una poesia scritta da Yuleisy Cruz Lezcano, che ha evocato la dimensione umana della tragedia in cantiere. Tra i presenti erano visibili delegati sindacali e rappresentanti delle organizzazioni che hanno chiesto misure concrete per aumentare il numero di ispezioni e i controlli sui luoghi di lavoro.

Il presidio del 2 novembre 2026 davanti allo stabilimento di Ancona

La manifestazione del 2 novembre 2026 ha voluto mantenere viva la memoria di Sofiane Boutraa, 55 anni, e di Kabir Mohidul, 29 anni, vittime dell’incidente in cantiere. Durante la commemorazione è stato ricordato che la caduta e le ustioni che hanno portato alla morte del secondo operaio seguono l’incidente avvenuto il 29 settembre; i sindacati hanno sottolineato come sia necessario impedire il ripetersi di eventi analoghi. È inaccettabile morire per costruire, a cinque euro l’ora, delle navi di lusso, è stata la frase rilanciata dalla piazza per collegare il tema della sicurezza a quello delle condizioni economiche e contrattuali di molti lavoratori impiegati nei cantieri.

Dichiarazioni sindacali e messaggi della commemorazione

La segretaria della Fiom Cgil di Ancona, Sara Galassi, ha evidenziato la portata umana della perdita: “Due padri sono stati tolti alle loro famiglie, una tragedia nella tragedia“. Il presidio non si è limitato alla memoria: sono state lette parole e poesie per sottolineare la necessità di attenzione e responsabilità, oltre a ribadire la richiesta di verifiche su modalità operative e procedure di sicurezza. Anche la lettura della poesia di Yuleisy Cruz Lezcano ha voluto restituire al pubblico la dimensione personale delle vittime, non solo i numeri di un incidente.

Richieste sindacali, incontri e tavolo in Prefettura

I sindacati hanno annunciato che l’azione non si fermerà al presidio: è stato fissato un incontro con l’azienda per il 18 novembre e, inoltre, è stata inviata alla Prefettura di Ancona la richiesta di costituire un tavolo dedicato alla sicurezza nei cantieri. L’obiettivo esplicito è quello di aumentare le ispezioni e rivedere i processi legati agli appalti e ai subappalti. Massimiliano Anastasi, coordinatore Fiom delle Rsu Fincantieri, ha richiamato l’attenzione sulla responsabilità aziendale con parole che riportano al centro il diritto a condizioni di lavoro dignitose: “Erano venuti qua per costruirsi un futuro” e ha aggiunto una critica all’abitudine di attribuire le cause esclusivamente all’imprudenza del lavoratore: “Spesso si scarica la responsabilità degli incidenti sull’imprudenza del lavoratore, ma un’azienda come la Fincantieri non può permettersi che questo avvenga. Lo impone la legge“.

Tempistica e obiettivi concreti

Con il confronto aziendale fissato per il 18 novembre i sindacati intendono sollecitare la predisposizione di misure di verifica più stringenti e un piano di ispezioni sistematiche all’interno del cantiere navale. La richiesta inoltrata alla Prefettura di Ancona mira a coinvolgere le istituzioni e gli organismi di controllo per monitorare la catena degli appalti e garantire che le norme di sicurezza siano applicate anche agli appaltatori esterni.

Reazioni delle organizzazioni e attenzione alla filiera degli appalti

La vicenda ha spinto anche altre sigle sindacali a chiedere verifiche sulla filiera degli appalti: rappresentanti della Fim Cisl Marche e della Uilm hanno sottolineato la necessità di un esame complessivo dei rapporti tra azienda principale e ditte in appalto per prevenire rischi legati a procedure e controlli insufficienti. Luigi Imperiale di Fim Cisl Marche ha espresso l’urgenza di coinvolgere le istituzioni competenti, mentre Vincenzo Gentilucci della Uilm Marche ha dichiarato la volontà di aprire un confronto anche con la Prefettura per individuare strumenti di prevenzione e protezione dei lavoratori.

La mobilitazione del 2 novembre 2026 intende quindi tradurre il cordoglio in richieste operative: più ispezioni, un tavolo istituzionale e un controllo reale sulle pratiche di appalto. Le parole, i fiori e la poesia hanno segnato la giornata, ma le organizzazioni sindacali chiedono ora risposte concrete e verificabili per evitare che incidenti come quelli che hanno tolto la vita a Sofiane Boutraa e Kabir Mohidul restino tragedie senza conseguenze sulla prevenzione futura.

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