Un’operazione complessa e meticolosa ha portato all’arresto di cinque uomini responsabili della rapina alla filiale della Cassa di Ravenna in via Dismano a San Zaccariaavvenuta il 25 febbraio. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravennacoordinati dalla Procura di Ravennahanno lavorato per mesi per smantellare la banda.
L’indagine e i dettagli dell’operazione
L’indagine è stata resa complessa dalla presenza di basisti locali che hanno supportato i rapinatori provenienti da Catania. I veicoli utilizzati prima e dopo la rapina non erano direttamente riconducibili ai sospettati, rendendo le indagini ancora più complesse. Tuttavia, grazie al lavoro del tenente colonnello Alessandro Gallucci e del maggiore Andrea Coppii carabinieri sono riusciti a ricostruire i movimenti della banda.
I sopralluoghi e la pianificazione del colpo
Le indagini hanno rivelato che i rapinatori avevano effettuato sopralluoghi accurati per evitare di essere ripresi dalle telecamere. Hanno utilizzato mezzi diversi prima e dopo il colpo, salendo su due auto diverse all’uscita della banca. I due basisti romagnoli sono tornati a Forlìmentre i tre catanesi sono tornati in Sicilia seguendo percorsi differenti.
La rapina e il comportamento dei colpevoli
La rapina è avvenuta alle 12.25 del 25 febbraio e si è protratta per 25 minuti. I rapinatori, con i volti coperti, hanno prelevato i cellulari di tutti i presenti e hanno atteso fino alle 12.50 per svuotare le casse. Nonostante la freddezza dimostrata, non sono riusciti ad aprire la cassaforte. Durante la rapina, sono giunte tre telefonate alla filiale, con i rapinatori che hanno imposto al direttore di rispondere dissimulando qualsiasi pericolo.
Il ruolo dei basisti e i precedenti dei colpevoli
I basisti avrebbero fornito appoggio e mezzi logistici per eseguire il colpo. Tutti gli arrestati sono uomini già noti per vari reati, e solo uno di loro aveva precedenti specifici per rapina. Gli investigatori sospettano che gli stessi uomini abbiano organizzato altre due rapine, una in provincia di Ravenna e una in provincia di Torinopoi non consumate.
Grazie agli elementi raccolti, i carabinieri hanno deciso di dare il via al blitz che ha portato agli arresti in contemporanea di tutti i sospetti. Tre sono stati arrestati a Cataniauno a Forlì e uno nella zona di Meldola. Un’operazione condotta con l’ausilio degli elicotteri per vanificare eventuali fughe dei sospetti durante l’intervento.



