Il Museo Civico Archeologico di Bologna si prepara a un cambio al vertice: dal prossimo 1° luglio la direzione passerà a Anna Dore, che subentra a Paola Giovetti, alla guida dell’istituzione dal 2009. La decisione, operata dall’Amministrazione comunale, privilegia la continuità interna e la conoscenza consolidata delle collezioni e dei servizi. In questa fase la città guarda a una transizione che mantenga saldi i punti di forza del museo, senza rinunciare a nuove energie per affrontare le sfide future.
Anna Dore è archeologa con specializzazione in Protostoria e ha completato la sua formazione all’Ateneo bolognese. Ha svolto per anni il ruolo di funzionaria all’interno della stessa istituzione, occupandosi principalmente della gestione delle collezioni permanenti e del coordinamento dei servizi educativi. Questa esperienza interna è stata valutata dall’Amministrazione come elemento chiave per garantire una guida capace di valorizzare il patrimonio esistente e potenziare le attività rivolte al pubblico.
Un’eredità consolidata
Sotto la direzione di Paola Giovetti il museo ha rafforzato la propria posizione nel panorama culturale cittadino e oltre. I risultati del 2026 testimoniano questo percorso: il museo ha registrato 173.100 visitatori e ha coinvolto 58.207 partecipanti nelle attività laboratoriali e didattiche. Il sindaco Matteo Lepore ha espresso ringraziamento per il lavoro svolto e fiducia nel prosieguo: la scelta di una figura interna è stata interpretata come una strategia per proseguire il consolidamento delle attività, mantenendo l’attenzione su ricerca, tutela e fruizione pubblica.
Le sfide e le priorità
Secondo l’assessore alla Cultura, Daniele Del Pozzo, il passaggio avviene in modo definito come successione naturale, frutto della professionalità costruita nel tempo. Tra le priorità indicate figurano la conservazione delle collezioni, lo sviluppo delle attività di ricerca e la valorizzazione museale a livello locale e internazionale. Un punto centrale rimane anche il progetto di digitalizzazione in corso, pensato per ampliare l’accesso alle collezioni e rendere più efficaci i percorsi didattici rivolti a scuole e pubblici diversi.
Digitalizzazione e pubblico
Il programma di digitalizzazione viene considerato uno strumento strategico: non solo per la catalogazione e la conservazione digitale delle opere, ma anche per creare nuove modalità di fruizione e coinvolgimento del pubblico. L’obiettivo è integrare strumenti digitali nei progetti educativi e nelle esposizioni, migliorando l’accessibilità e la comunicazione. Il museo punta a combinare interventi tecnici con iniziative partecipative, così da rendere la tecnologia funzionale alla missione di servizio pubblico e alla diffusione della conoscenza storica.
Il profilo del nuovo direttore
Il curriculum di Anna Dore mette insieme competenze scientifiche e esperienza gestionale interna: la specializzazione in Protostoria, il percorso di formazione all’Ateneo bolognese e gli anni dedicati alla cura delle collezioni permanenti la rendono una figura capace di dialogare con il mondo della ricerca e con il pubblico. Il suo lavoro nei servizi educativi è considerato particolarmente prezioso per continuare a sviluppare programmi formativi e laboratori che negli ultimi anni hanno raggiunto numeri significativi di partecipazione.
Aspettative per il futuro
La nomina è accolta con attese rivolte al rinnovamento nelle forme di valorizzazione e al rafforzamento del ruolo del museo nella città e oltre. Si punta su una leadership che sappia preservare l’eredità costruita da Paola Giovetti e, allo stesso tempo, introdurre soluzioni innovative per rispondere alle richieste di un pubblico sempre più eterogeneo. La comunità culturale locale seguirà con attenzione il lavoro del nuovo direttore, auspicando continuità, qualità dei servizi e apertura internazionale.