Ogni violino, viola o violoncello che porta la firma Ansaldo Poggi da Villa Fontana racconta una storia radicata nella terra medicinese. Il marchio, più di un semplice timbro, è il tributo permanente di un artigiano al luogo che lo ha visto nascere e che ha plasmato il suo talento.
Nato nel 1893 nella frazione medicinese, Poggi si è affermato nel corso del Novecento come uno dei liutai più celebrati d’Italia, tanto da guadagnarsi il soprannome di Stradivari del Novecento. La sua abilità nel trasformare il legno in strumenti dal suono unico lo ha posto al centro della scena musicale europea, e ancora oggi le sue creazioni sono ricercate da musicisti di alto livello.
La bottega restaurata al museo civico di Medicina
All’interno del museo civico di Medicina è stata allestita una ricostruzione fedele della storica bottega di Poggi. La stanza, seppur contenuta, riproduce con precisione gli elementi chiave del laboratorio: un banco di lavoro in piallato, lo sgabello originale, armadi pieni di legni pregiati, gessetti per gli schizzi e una serie di strumenti manuali come pialle, sgorbie e scalpelli. Ogni oggetto è disposto in modo da ricreare l’atmosfera di un luogo in cui il tempo sembra fermarsi, proprio come le corde di un violino in attesa di essere accordate.
Violini, firme e tradizione stradivariana
Gli espositori mostrano diversi strumenti realizzati da Poggi, tutti caratterizzati da forme che rimandano alla tradizione stradivariana. Ognuno è contraddistinto dalla leggenda “Ansoldo Poggi da Villa Fontana”, segno inconfondibile dell’autenticità e della cura maniacale con cui il maestro lavorava. La presenza di questi pezzi consente ai visitatori di avvicinarsi al suono e alla maestria di un artigiano che dedicava mesi interi a perfezionare un singolo strumento.
Visita guidata del 3 ottobre: un percorso narrato da Arianna Sveva Mastropasqua
Sabato 3 ottobre, l’Associazione IF Imola Faenza organizzerà una visita guidata dedicata alla liuteria Poggi. Il tour, condotto dalla giovane liutaia Arianna Sveva Mastropasqua offre un’immersione completa nella storia del laboratorio e nei metodi artigianali dell’epoca. Attraverso racconti dettagliati, sarà possibile comprendere come la liuteria si configuri come un’arte di pazienza, gesti precisi e profonda conoscenza del legno.
Precisione e dedizione: il metodo di Poggi
Come sottolinea Gloria Malavasi responsabile del museo, “Per Ansaldo Poggi la precisione era imprescindibile”. Il liutaio impiegava mesi per la realizzazione di un unico strumento, controllando ogni singola curvatura e ogni incastro con la massima attenzione. Questo impegno ha reso le sue opere non solo oggetti di bellezza estetica, ma veri e propri capolavori sonori, in grado di resistere al passare del tempo.



