Il Campionato Italiano Enduro 2026 si è svolto domenica 20 settembre nella suggestiva Trail Area del Corno alle Scale con il centro logistico allestito a Vidiciatico, nell’Appennino bolognese. Quattro prove speciali hanno messo alla prova gli atleti nella veste più pura della disciplina, con un formato incentrato sulla capacità di lettura del terreno e sulla rapidità di memorizzazione.
Il ritorno allo stile “old school”
Per la prima volta dal 2024, gli organizzatori hanno scelto di escludere veicoli di supporto e impianti di risalita, limitando le ricognizioni a una sola pedalata per ogni prova speciale. I trasferimenti tra le tappe erano interamente pedalati costringendo i concorrenti a gestire la stanchezza e il tempo di percorrenza. Il risultato è stato un format più tecnico in cui la precisione della traiettoria ha premuto più della pura potenza meccanica.
Mirco Vendemmia conquista il quarto titolo nazionale
Classifica maschile e tempi di volo
Il rider di Borgo Tossignano, appartenente all’AB Gravity Team ha chiuso le quattro speciali in 23’49″42 imponendo un vantaggio di 22″01 sul suo più prossimo inseguitore, Tommaso Francardo (Abetone Gravity Team A.S.D.) che ha totalizzato 24’11″43. Il terzo gradino è stato occupato da Matteo Berta (KOM Gravity) con 24’35″38. Nella top ten si sono inseriti anche Matteo Falcini (classe 2007) a 24’46″30Davide Dal Pian a 24’49″07 e Daniel Tortora a 25’05″40. Il podio giovanile è stato quasi sfiorato da Emanuele Baglietto e Lorenzo Cesari distanti appena cinque centesimi.
Nadine Ellecosta domina la gara femminile
Dettaglio classifica e performance delle donne
Nel reparto Open femminileNadine Ellecosta (Abetone Gravity Team A.S.D.) ha segnato 27’46″54 distaccando di 1’49″01 la seconda classificata, Clarissa Carzolio (ASD Pedale Canellese) che ha chiuso in 29’35″55. Silvia Penso (FederclubTrieste-Tecnoedile) ha chiuso terza con 29’39″11 a soli 3″56 dalla seconda posizione. Il resto del podio ha visto emergere Giulia Mitidieri a 31’59″06 e Irene Savelli a 33’14″85. La giovane Emma Guglielmi (classe 2008) ha occupato il sesto posto assoluto, segnando 33’15″77.
Altri titoli nazionali: dal junior ai master
Nel comparto Elite Women la vittoria è andata a Natalia Knezevic mentre tra gli Elite Master ha conquistato il titolo Giacomo De Vito con 26’39″29. La categoria Junior ha visto trionfare Emanuele Baglietto (classe 2009), che ha chiuso nono assoluto con 25’26″92. I titoli master maschili sono stati assegnati a Diego Gostoli (M1)Giulio Monnecchi (M2)Matteo Rimondo (M3)Alessandro Riverditi (M4)Bruno Zanchi (M5)Simone Giovannozzi (M6)Fulvio Lupato (M7) e Raffaele Bonisolo (M8). Per le master femminili, i riconoscimenti sono spostati a Francesca Bonanni (W1)Ilaria Mangiavacca (W2)Ania Bocchini (W3)Elisa Delmonaco (W4) e Camilla Bertossi (W7).
Impatto del format sulla classifica finale
Il rigetto dei furgoni e delle risalite ha premiato i piloti più versatili e capaci di adattare la propria strategia di percorso in tempo reale. La singola ricognizione è stata decisiva: chi ha saputo tradurre in minuti la lettura del terreno ha guadagnato preziosi secondi, come dimostrato dal margine di 22 secondi di Vendemmia sul suo avversario più vicino. Questo approccio, volutamente retro, ha riportato alla luce l’essenza dell’enduro, dove la memoria del tracciato conta quanto la potenza della bici.



