Il blitz scoppiato mercoledì 23 settembre 2026 ha coinvolto la Polizia di Stato di Bologna su delega della Procura della Repubblica, in stretta collaborazione con le autorità inglesi e con il supporto operativo di Europol. L’obiettivo era contrastare un meccanismo illegale volto a introdurre in Gran Bretagna persone senza titolo legale.
Grazie a una rogatoria internazionale, le forze dell’ordine hanno potuto eseguire misure cautelari, perquisizioni e sequestri su un territorio molto più ampio rispetto al consueto: Italia, Spagna, Regno Unito e Austria sono stati teatro di quattro perquisizioni coordinate.
Mandato di arresto a Bologna e quattro perquisizioni delegate
Nel capoluogo emiliano è stato attuato un mandato di arresto contro un presunto responsabile del network migratorio, accompagnato da quattro ordini di perquisizione. Gli agenti hanno setacciato abitazioni, uffici e locali sospetti, alla ricerca di documenti, denaro e altri elementi probatori. Durante l’operazione non sono state riportate resistenze e non sono stati registrati feriti.
Interventi simultanei in Spagna, Regno Unito e Austria
Parallelamente al lavoro di Bologna, le forze di polizia spagnole, britanniche e austriache hanno compiuto perquisizioni mirate in diversi centri urbani. In Spagna le autorità hanno sequestrato veicoli e dispositivi di comunicazione; nel Regno Unito sono stati identificati punti di arrivo per i migranti clandestini, mentre in Austria si sono concentrati sul flusso di denaro illegale.
Il ruolo di Europol nella coordinazione internazionale
Europol ha fornito supporto tecnico e analitico, consentendo lo scambio rapido di informazioni tra le varie nazioni coinvolte. Grazie alla sua piattaforma, è stato possibile tracciare i percorsi delle reti clandestine, monitorare le transazioni finanziarie e identificare i contatti chiave. Il supporto di Europol è stato determinante per garantire la tempestività e l’efficacia dell’operazione.
Durante la conferenza stampa prevista alle ore 11:30 nella Questura di Bologna, il Commissario Capo Dott. Giacomo Uboldi, insieme ai rappresentanti dell’Europol e del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, ha illustrato i risultati preliminari e le prossime fasi investigative.



