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Celiachia: crescita delle diagnosi e impatto sul bilancio sanitario

Le cifre della celiachia stanno raddoppiando: scopri il peso economico e le richieste dei pazienti italiani.

Celiachia: crescita delle diagnosi e impatto sul bilancio sanitario

Il mercato del gluten free non è più una nicchia di tendenza, ma una reale necessità per milioni di italiani. Quando a una persona viene diagnosticata la celiachia l’unico rimedio è una dieta rigorosamente priva di glutine, un obbligo che si traduce in acquisti continui di pane, pasta, snack e altri prodotti specifici.

Questa domanda costante rende il settore alimentare a base di alimenti senza glutine particolarmente stabile, ma al contempo espone le vulnerabilità del sistema di sostegno pubblico, che deve far fronte a una crescente popolazione di pazienti.

Diffusione della celiachia in Italia: numeri aggiornati

Secondo la Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia 2024 pubblicata dal Ministero della Salute ad aprile 2026, nel Paese risultano 279.512 persone con diagnosi confermata. L’anno precedente, nel 2023, erano 265.102, il che indica circa 14.400 nuove diagnosi in 12 mesi.

Prevalenza e casi non rilevati

L’Associazione Italiana Celiachia (AIC) stima che la prevalenza reale della patologia si aggiri intorno all’1 % della popolazione, pari a circa 600.000 pazienti. Questo implica che più di 300.000 persone potrebbero convivere con la celiachia senza saperlo, un divario che la stessa AIC definisce preoccupante.

Spese sanitarie e interventi di supporto

Nel 2024 il Servizio Sanitario Nazionale ha erogato quasi 273 milioni di euro per garantire l’esenzione dagli alimenti contenenti glutine, con una spesa media pro-capite di circa 975,54 euro. Le regioni beneficiano di un finanziamento annuale per fornire pasti senza glutine nelle mense scolastiche e aziendali, oltre a programmi di formazione per gli operatori del settore alimentare.

Formazione e budget 2025

Il ministero ha organizzato 700 corsi nel 2024, coinvolgendo 17.139 operatori. Per il 2025 sono stati stanziati 895.987,96 euro di cui 324.748,35 euro destinati alla fornitura di pasti e 571.239,61 euro alla formazione.

Le richieste dei pazienti e le sfide future

Caterina Pilo, direttrice generale di AIC, ha sottolineato l’urgenza di abbassare i prezzi della terapia alimentare senza glutine. Attualmente, la quota garantita ai pazienti è di circa 100 euro al mese una somma che inizia a mostrare i suoi limiti di fronte ai rincari generali dei prodotti speciali.

Parallelamente, la AIC richiama l’attenzione sul gap tra i 280.000 pazienti diagnosticati e i 600.000 stimati spingendo per campagne di screening più diffuse e una maggiore consapevolezza. Solo così si potrà garantire a tutti i celiaci l’accesso a una dieta sicura e, soprattutto, economicamente sostenibile.

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