Un sinistro stradale dura pochi secondi, ma le decisioni nell’immediato condizionano rimborso e responsabilità. Tra traffico, adrenalina e danni visibili, serve un metodo semplice: sicurezza, raccolta prove contatti, poi Modulo CAI. Saltare uno step significa aprire la strada a contestazioni, ritardi e franchigie inattese.
Qui una sequenza operativa chiara e applicabile, con focus sulle criticità ricorrenti in vie a portici e nelle rotonde. Due scenari dove visibilità, traiettorie e precedenze generano errori frequenti nella ricostruzione, e dove una compilazione accurata del CAI fa la differenza.
Mettere in sicurezza: i primi 5 minuti
Se ci sono feriti chiamare il 112 e non spostare i veicoli. In assenza di lesioni, azionare le quattro frecce indossare il giubbotto riflettente e posizionare il triangolo a distanza adeguata. Scattare subito alcune foto “panoramiche” prima di spostare i mezzi, così da fissare la posizione relativa e le tracce. Quando possibile, liberare la carreggiata per evitare incolonnamenti e ulteriori rischi. Questo equilibrio tra documentazione e sicurezza è cruciale: poche immagini corrette valgono più di un’occupazione prolungata e pericolosa della corsia.
Attenzione al contesto: sotto i portici la luce può essere disomogenea; nelle rotonde il traffico è circolare e veloce. Evitare discussioni in carreggiata. Mantenere un linguaggio neutro, nessun riconoscimento di colpa a voce: i fatti devono emergere da segni e documenti, non da frasi impulsive che possono essere male interpretate.
Raccolta prove: foto, testimoni, portici e rotonde
Le immagini devono coprire: posizione veicolipunto d’urto segnaletica orizzontale e verticale, danni, tracce a terra. In una via a portici, includere colonne, uscite di passi carrai, eventuali marciapiedi coperti e l’ombra che può alterare la visibilità. Nelle rotonde, fotografare l’ingresso imboccato, la corsia occupata (esterna o interna), e i cartelli “Dare precedenza”. Se presenti telecamere di negozi sotto i portici o in prossimità di rotatorie, annotare l’esercizio: la richiesta immagini va avanzata il prima possibile.
Chiedere i dati dei testimoni nome, telefono, disponibilità a confermare quanto visto. Annotare anche condizioni meteo e di luce. Il dettaglio del punto d’urto (ad esempio anteriore destro contro laterale sinistro) spesso decide più di mille parole, soprattutto quando i veicoli vengono spostati per sicurezza.
Contatti e documenti: chi chiamare e cosa dire
Se intervengono Forze dell’ordine o Vigili, attenersi alle indicazioni e fornire solo dati oggettivi. Contattare la propria assicurazione quanto prima: molte compagnie offrono assistenza telefonica o via app per guidare la compilazione. Se il veicolo è inagibile, chiamare un carroattrezzi convenzionato; verificare la copertura per traino e auto sostitutiva prima di accettare costi. Raccogliere: patente, libretto, certificato o carta verde, numero di polizza.
Nei dialoghi, rimanere su elementi fattuali: posizioni, velocità approssimativa, manovra in corso. Evitare dichiarazioni su colpe o “colpi di freno improvvisi”. L’oggettività tutela entrambe le parti e accelera la gestione. Se l’altro conducente è agitato o non collaborativo, limitarsi alla documentazione e, se necessario, attendere le Forze dell’ordine.
Modulo CAI: compilazione riga per riga
Il Modulo CAI (constatazione amichevole) si compila preferibilmente sul posto. In alternativa, usare la versione digitale della propria compagnia. Passi essenziali:
- Dati generali: luogo, data, ora, feriti sì/no, testimoni, eventuali interventi.
- Dati veicoli e conducenti: targhe, proprietari, assicurazioni contatti.
- Punto d’urto: indicare con una X l’area di impatto su ciascun veicolo.
- Danni visibili: descrivere in modo sintetico (es. “paraurti anteriore dx”).
- Caselle dinamica: spuntare le opzioni che descrivono la manovra (es. “entrava in rotonda”, “svoltava a destra”, “usciva da passo carrabile”).
- Schema grafico: disegnare carreggiate, segnaletica, direzioni, posizione di urto.
- Firme: una firma per parte sullo stesso modulo; ognuno conserva una copia.
Quando le versioni dei fatti non coincidono, il CAI può essere firmato comunque con dinamiche divergenti, purché siano chiare e coerenti con lo schizzo. Mai firmare dichiarazioni non comprese o non condivise. Allegare poi le foto inviate alla compagnia: il contrasto tra immagini, crocette e disegno deve essere nullo.
Esempi tipici: vie a portici
Scenario 1: veicolo B esce da un passo carrabile sotto i portici immettendosi in carreggiata; veicolo A procede diritto sulla via principale. In CAI, B spunterà “usciva da proprietà/accesso privato” e indicherà punto d’urto anteriore; A spunterà “procedeva sulla sua strada”. Nel disegno, segnare colonne dei portici e uscita del passo; nelle note, riportare visibilità limitata. Le foto devono mostrare il bordo del marciapiede coperto e la segnaletica di precedenza eventualmente presente.
Scenario 2: veicolo A costeggia i portici con auto in sosta; veicolo B apre improvvisamente lo sportello. Nel CAI, B indicherà “apertura portiera” tra le fattispecie; A specificherà danno laterale destro. Disegnare la fila in sosta sotto i portici, la traiettoria di A e la posizione dell’auto di B. Le note dovranno citare luce/ombra e sporgenza del montante dei portici se rilevante alla visibilità.
Esempi tipici: rotonde
Scenario 3: veicolo A già in rotonda sulla corsia esterna; veicolo B entra senza dare precedenza. In CAI, B spunterà “entrava in una rotatoria” e A “circolava nella rotatoria”. Punto d’urto tipico: anteriore di B su laterale sinistro di A. Nel disegno, indicare frecce direzionali, cartello “Dare precedenza” e corsia occupata. Le foto devono includere la segnaletica orizzontale all’ingresso.
Scenario 4: cambio corsia in rotatoria per uscire all’ultimo momento. A è nella corsia interna, B nella esterna; A taglia verso l’uscita urtando B. In CAI, A indicherà “cambiava corsia” o “svoltava a destra”; B “circolava nella rotatoria”. Lo schizzo deve mostrare chiaramente le due corsie e il punto dell’impatto. Nelle note, specificare indicatori di direzione attivati e distanze approssimative. Le immagini dall’alto (se sicure) rendono leggibile la geometria della rotatoria.
Per ogni scenario, coerenza totale tra crocette punto d’urto, disegno e foto. Se uno dei quattro elementi è incoerente, la compagnia può sospendere il risarcimento in attesa di chiarimenti. Meglio poche annotazioni mirate che descrizioni prolisse e contraddittorie.



