19 Giugno 2026 ☀ 35°

Delocalizzazione e opere sul Lamone: il protocollo per Traversara di Bagnacavallo

La Regione approva un protocollo che unisce Comune, Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e Protezione civile e i proprietari: due filoni sbloccati per la delocalizzazione e la messa in sicurezza del Lamone a Traversara di Bagnacavallo.

Delocalizzazione e opere sul Lamone: il protocollo per Traversara di Bagnacavallo

La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato uno schema di protocollo d’intesa che interessa direttamente Traversara di Bagnacavallo, frazione tra le più colpite dalle alluvioni del 2026 e del 2026. L’accordo mette in relazione il Comune di Bagnacavallol’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile con i privati proprietari degli immobili dichiarati inagibili, con l’obiettivo di ricomporre esigenze abitative e necessità di difesa idraulica.

Protocollo d’intesa: obiettivi e due filoni operativi

Il documento approvato attiva contemporaneamente due filonila cessione gratuita delle aree interessate e il percorso di delocalizzazione delle abitazioni danneggiate. In pratica, i proprietari concederanno al Comune terreni e fabbricati, che verranno acquisiti per consentire le demolizioni e trasferire le porzioni utili all’Agenzia regionale per il completamento delle opere sul fiume Lamone. Le demolizioni saranno eseguite dal Comune e rimborsate con risorse della struttura commissarialeevitando nuovi oneri per il bilancio regionale.

Aspetti pratici della cessione e interventi sul territorio

Secondo il protocollo, il Comune di Bagnacavallo acquisirà gratuitamente le aree e provvederà alle demolizioni degli edifici non recuperabili; successivamente trasferirà all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale le porzioni di terreno indispensabili alle opere di difesa idraulica. L’organizzazione dei frazionamenti catastali necessari sarà a carico dell’Agenzia, mentre il rimborso delle demolizioni rientra nelle risorse stanziate dalla struttura commissariale per la ricostruzione.

Dichiarazioni istituzionali e quadro politico-amministrativo

Le autorità coinvolte hanno sottolineato la duplice natura dell’intervento. Come afferma la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile Manuela RontiniL’obiettivo è duplice“. Il senso è chiaro: permettere alle famiglie di individuare una nuova prospettiva abitativa in condizioni più sicure e, contemporaneamente, completare le opere necessarie a ridurre il rischio idraulico sul territorio.

Il sindaco di Bagnacavallo, Matteo Giacomoniha definito il provvedimento uno snodo importante per la ricostruzione della frazione, dichiarando che “Si tratta di un risultato importante per Traversara, frutto di mesi di lavoro e confronto” e sottolineando che con questo passaggio “si aggiunge un tassello fondamentale al percorso di ricostruzione della frazione“. Questo intervento si inserisce nel contesto degli altri cantieri già avviati, compreso il cosiddetto Cantiere unicopensato per coordinare le opere sul territorio.

Coordinamento con la struttura commissariale

Il percorso operativo è stato costruito in coordinamento con il commissario Curcio, il Comune e le strutture tecniche regionali: una rete di competenze che mira a far procedere insieme sicurezza e ricostruzione. Le risorse per le demolizioni e gli interventi di ricostruzione provengono dai finanziamenti già previsti per le aree colpite dalle emergenze alluvionali, senza gravare ulteriormente sul bilancio regionale.

La deliberazione della Giunta regionale, infatti, è stata impostata in modo da non comportare nuovi oneri a carico del bilancio regionale e sfrutta strumenti amministrativi e risorse già disponibili per accelerare l’attuazione delle opere idrauliche e la ricollocazione delle famiglie interessate.

Impatto locale e futuro della frazione di Traversara

Per la comunità di Traversara la firma del protocollo rappresenta un passo tangibile verso una riorganizzazione del territorio che bilanci esigenze di sicurezza e il diritto alla casa. La cessione gratuita delle aree e la demolizione degli immobili dichiarati inagibili permetteranno di liberare spazi necessari per il rafforzamento degli argini e per interventi strutturali sul Lamonecontribuendo a ridurre il rischio di nuove esondazioni.

Il progetto punta a restituire prospettive concrete ai residenti colpiti dalle alluvioni del 2026 e del 2026valorizzando il coordinamento tra istituzioni locali e regionali e l’impiego delle risorse messe a disposizione dalla struttura commissariale. In questo senso, la delocalizzazione non è solo un intervento tecnico ma un elemento chiave per ricostruire la sicurezza e la vivibilità della frazione.

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