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Ferrara: archiviato il caso delle barchette di carta a casa dell’assessora Coletti

Un gesto simbolico di quattro ragazzine di 13 e 14 anni ha scatenato un caso giudiziario a Ferrara. Le barchette di carta con la scritta 'Free Palestine' lasciate a casa dell'assessora Cristina Coletti hanno portato all'archiviazione dell'indagine.

Ferrara: archiviato il caso delle barchette di carta a casa dell’assessora Coletti

Un caso giudiziario che ha tenuto banco a Ferrara per mesi si è concluso con un nulla di fatto. Le barchette di carta con la scritta ‘Free Palestine’ lasciate sul cancello e nella buchetta della posta dell’assessora comunale Cristina Coletti il 6 settembre scorso hanno portato all’apertura di un’indagine per minacce contro ignoti. Oggi, il giudice per le indagini preliminari Giovanni Solinas ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Ferrara.

L’episodio, inizialmente interpretato come un atto intimidatorio, ha visto un’evoluzione inattesa. Le indagini hanno infatti rivelato che le autrici del gesto erano quattro ragazzine di 13 e 14 anni, che avevano partecipato a un’iniziativa nazionale di solidarietà alla Palestina. Le barchette, realizzate in carta, erano state distribuite in vari luoghi della città, tra cui l’abitazione dell’assessora, in maniera del tutto casuale.

Un gesto simbolico frainteso

Le giovani attiviste avevano realizzato le barchette in risposta all’appello della Global Sumud Flotilla una missione umanitaria a sostegno della Palestina. Le barchette erano state lasciate in vari punti della città, tra cui scuole e luoghi pubblici, con l’intento di attirare l’attenzione sulla situazione in Palestina. L’abitazione di Coletti non era stata scelta come target specifico, ma era finita tra le abitazioni ‘addobbate’ con le barchette in maniera del tutto casuale.

I genitori delle ragazze hanno spiegato che il gesto era nato da un’autentico slancio civile e che non vi era alcuna intenzione di intimidire o turbare la quiete familiare di nessuno. ‘Di certo non è stato un blitz e con certezza l’intento non era quello di turbare la quiete familiare di nessuno’, hanno affermato. Le ragazze, infatti, avevano partecipato all’iniziativa con l’intento di sollecitare una riflessione sulla situazione in Palestina, non certo di creare allarme o paura.

La reazione dell’assessora e il supporto politico

La scoperta delle barchette aveva suscitato una forte reazione da parte dell’assessora Coletti, che aveva denunciato l’accaduto alla polizia di Stato. Coletti aveva definito il gesto una grave violazione della vita privata sottolineando che non colpisce il suo ruolo istituzionale, ma entra direttamente nella sfera personale e familiare. ‘Violare la mia sfera personale, colpendo anche la mia vita familiare, è un atto codardo e deplorevole, soprattutto se compiuto da ignoti’, aveva dichiarato.

La notizia aveva raccolto la solidarietà bipartisan degli esponenti della Lega e della capogruppo Anna Zonari de La Comune di Ferrara. I primi avevano definito l’accaduto un ‘blitz’ che aveva ‘violato la privacy’ dell’assessora, la seconda aveva inizialmente parlato di ‘gesto vile e intimidatorio’, salvo poi fare dietrofront.

L’intervento dei genitori delle ragazze

Poche ore dopo la notizia, la vicenda era stata ridimensionata dal racconto dei genitori delle quattro ragazzine. I genitori avevano spiegato che le figlie avevano partecipato all’iniziativa con l’intento di sollecitare una riflessone sulla situazione in Palestina, non certo di creare allarme o paura. ‘Ci dispiace che un gesto innocuo, ma fatto con autentico slancio da giovani donne che si affacciano all’impegno civile, sia stato frainteso e presumibilmente attribuito ad altre persone e ad altre intenzioni, producendo reazioni molto lontane da quelle che le ragazze si aspettavano’, avevano affermato.

L’archiviazione e le dichiarazioni dell’avvocato

Il giudice per le indagini preliminari Giovanni Solinas ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Ferrara. L’avvocato Giacomo Forlani, legale dell’assessora Coletti, ha commentato: ‘Le indagini hanno accertato che erano delle ragazze minori

Rimane invece aperta un’altra vicenda giudiziaria che vede Coletti come persona offesa e relativa ai volantini lasciati un anno fa nei pressi della residenza municipale e in altri luoghi della città. I volantini, affissi dai collettivi Ferrara Transfemminista e Out!, accusavano l’assessora di misgendering per aver utilizzato, durante la risposta a un question time in Consiglio comunale, il genere maschile riferendosi a una detenuta transgender che aveva denunciato un presunto stupro di gruppo nel carcere di via Arginone. Per i volantini erano state indagate due persone con l’ipotesi di reato di minacce. Su questo filone d’indagine, l’assessora, tramite il proprio avvocato, ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione, tuttora pendente davanti al gip.

L’avvocato Forlani ha sostenuto che ‘il presupposto della richiesta di archiviazione appare fuorviante, in quanto implicherebbe l’avvenuto misgendering da parte dell’assessora Coletti durante la risposta al question time, circostanza fermamente contestata con l’opposizione. Nessuna frase di misgendering è infatti stata pronunciata durante l’intervento dell’assessora, che si è limitata a dare lettura della nota ricevuta dalla direzione del carcere’.

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