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Imprenditore di Carpi: sequestro oltre 1,2 milioni per presunta esterovestizione societaria

Il sequestro preventivo per oltre 1,2 milioni coinvolge un imprenditore residente a Carpi e due società formalmente domiciliate nella Repubblica di San Marino; la Guardia di Finanza di Modena e la Procura contestano omessa dichiarazione e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Imprenditore di Carpi: sequestro oltre 1,2 milioni per presunta esterovestizione societaria

Il 16 giugno 2026 la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Modena ha eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di un imprenditore di Carpisu disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modenasu richiesta della Procura della Repubblica. La misura ha interessato disponibilità finanziarie e beni mobili per un valore complessivo che supera gli 1,2 milioni di euronell’ambito di un procedimento per omessa presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Ipotesi di esterovestizione e attività investigative della Compagnia di Carpi

Le investigazioni, condotte dalla Compagnia di Carpisono nate da verifiche fiscali su due società operanti nella commercializzazione di pezzi di ricambio per automezzi, di cui l’indagato risulta amministratore. Secondo gli accertamenti, le aziende avevano la propria sede legale nella Repubblica di San Marino ma gestivano la loro attività in Italia: la gestione commerciale e finanziaria sarebbe avvenuta prima dal domicilio dell’imprenditore e poi da un ufficio a Carpi che non era stato dichiarato al fisco. Tale schema configura, nella prospettazione accusatoria, un meccanismo di esterovestizione societariautilizzato per eludere gli obblighi fiscali attraverso l’omissione di adempimenti.

Dettagli sull’operatività e sulle omissioni contestate

Le Fiamme Gialle hanno rilevato che, nonostante la sede formale fosse all’estero, le due società operavano «di fatto» sul territorio nazionale. L’accusa sostiene che ciò abbia permesso di non presentare le dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e di sottrarsi agli obblighi tributari. In aggiunta, gli investigatori ipotizzano che, durante le ispezioni fiscali, l’indagato abbia compiuto atti simulati di alienazione di beni appartenenti a una delle società, con l’intento di ostacolare le procedure di riscossione coattiva.

Intervento giudiziario a San Marino e valore dei beni sequestrati

Poiché gli accertamenti avevano individuato disponibilità finanziarie presso istituti di credito sammarinesi, la Procura della Repubblica ha attivato i canali di cooperazione giudiziaria internazionale. Con la collaborazione della Gendarmeria della Repubblica di San Marino sono stati sequestrati conti correnti, conti titoli e altri beni mobili per un valore complessivo di circa 250.000 euro. Tra gli elementi rinvenuti in una cassetta di sicurezza a San Marino figurano un’autovettura d’epoca, orologi di pregio, gioielli e altri oggetti di valore.

Il sequestro in territorio sammarinese è stato eseguito contestualmente alla misura disposta in Italia, a conferma della cooperazione fra le autorità giudiziarie e di polizia dei due ordinamenti. L’azione mira a evitare che disponibilità patrimoniali all’estero possano sottrarsi all’efficacia delle misure cautelari adottate in Italia.

Precedenti giudiziari dell’imprenditore

Non è la prima volta che l’imprenditore carpigiano si trova sotto la lente della magistratura. Nel 2026 era stato indagato in un altro procedimento per omessa dichiarazione fiscale; quel procedimento si è concluso con una sentenza irrevocabile di condanna pronunciata nel a seguito di giudizio abbreviato. In quel caso furono confiscati beni per un importo pari a 656.756 euro. Nel nuovo procedimento, che al momento si trova nella fase delle indagini preliminari, all’indagato si applica la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Le autorità coinvolte ribadiscono che le misure adottate sono cautelari e finalizzate a preservare la disponibilità patrimoniale utile all’eventuale soddisfacimento delle pretese erariali. La vicenda mette in luce le procedure investigative che legano accertamenti fiscali, misure cautelari patrimoniali e strumenti di cooperazione internazionale tra forze dell’ordine e magistrature, con l’obiettivo di contrastare presunte frodi realizzate attraverso schemi di esterovestizione societaria.

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