Il Gran Premio di Monza del 17 settembre 2026 ha regalato al pubblico italiano una scena rara: un giovane pilota italiano, Andrea Kimi Antonelli, ha conquistato la vittoria a soli 20 anni. Partito dal 19° posto, il bolognese ha superato la concorrenza più esperta, arrivando in testa su una Mercedes che ha dimostrato di saper valorizzare il suo talento. L’impresa segna la prima presenza di un italiano sul gradino più alto del podio a Monza dal 1966, quando Ludovico Scarfiotti trionfava nella stessa pista.
Il percorso in gara: da 19° al trionfo
Il weekend è iniziato con una qualifica che ha messo Antonelli al 19° posto, una posizione che sembrava un punto di partenza difficile per la lotta al titolo. Tuttavia, la strategia di gestione delle gomme e la capacità di sfruttare la configurazione della monoposto hanno consentito a Kimi di guadagnare posizioni fin dalla prima curva. A ogni sorpasso, la tensione si è trasformata in adrenalina, culminando nella vittoria che ha portato al podio anche il compagno di squadra George Russell (secondo) e Max Verstappen (terzo).
Le parole di Kimi: gratitudine verso la Mercedes e futuro in Ferrari
Nel dopogiorno dell’emozionante trionfo, il giovane ha dichiarato di essere “contentissimo di essere in Mercedes” e di sentire un debito verso il team che lo ha sostenuto fin dalla tenera età di 12 anni. “Sono stati loro a credere in me quando avevo solo 12 anni. Mi hanno accompagnato in questo percorso di crescita e spero di cogliere tanti successi con loro in futuro”, ha affermato. Non ha però chiuso la porta a un possibile futuro rosso: “Non escludo nulla ma oggi l’obiettivo è vincere il più possibile con la Mercedes”.
Amicizie sportive: Sinner, Bezzecchi, Furlani e il mito Rossi
Antonelli ha sottolineato l’importanza delle relazioni con altri campioni italiani. Ha definito Jannik Sinner “difficile da superare” e ha definito Marco Bezzecchi “uno dei miei migliori amici, ci supportiamo a vicenda”. Con Mattia Furlani, incontrato a Monza, ha trovato un’ulteriore fonte di motivazione. Riguardo al leggendario Valentino Rossi il giovane ha confessato: “Vorrei essere come lui“, ammirando la capacità del “Dottore” di vincere mentalmente prima ancora di scendere in pista.
La superstizione delle scarpe
Un aneddoto curioso emerge dalla sua carriera: dopo l’incidente del 2020, quando si è rotto la gamba e il piede, Antonelli ha provato nuove scarpe, ma i risultati non sono stati soddisfacenti. Ha quindi ripreso le scarpe usate l’anno precedente e, secondo lui, la performance è migliorata. Da quel momento, la superstizione è diventata parte integrante della sua routine pre-gara.
Reazione del pubblico e riconoscimenti
La vittoria ha scatenato un tripudio a Monza: fan in gran numero hanno invaso i box, cantando l’inno nazionale e brani come “Sarà perché ti amo”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato i suoi complimenti, ricordando che erano passati 60 anni dall’ultima vittoria italiana a Monza. Inoltre, una pizzeria locale ha dedicato una pizza speciale – la “Pizza Kimi Antonelli” – per celebrare il risultato.
Nonostante l’entusiasmo, Antonelli ha preferito non parlare del campionato mondiale per non farsi turbare dalla pressione. “Non mi piace pensare al mondiale quando sono in gara; il mio obiettivo è guidare al meglio e poi vedere cosa succede”.
La lotta con Russell e l’unità del team
Riguardo al compagno di squadra, George Russell, il pilota ha ribadito l’importanza di mantenere un clima sereno all’interno della squadra: “Non siamo migliori amici ma l’ultima cosa che vogliamo è una spaccatura interna”. La sua dichiarazione evidenzia la maturità di un giovane che, nonostante l’età, sa gestire le dinamiche interne a un team di alto livello.



