Rovigo, 21 maggio 2026. Nei giorni 13 e 14 maggio la scuola media Parenzo ha ospitato l’incontro con Frate Luca Santato, missionario dei Frati Minori Cappuccini di Padova, appena rientrato dall’esperienza in Mozambico e pronto a tornarvi in luglio. Le due mattinate si sono trasformate in un laboratorio di conoscenza: immagini, risposte e confronti con ragazzi e ragazze delle classi 1B, 2B, 3B e 2D, coordinati dalle professoresse Coltro e Pia, hanno ricostruito aspetti concreti della vita in missione e delle emergenze che interessano il continente africano.
Frate Luca, residente da dieci anni in Mozambico tanto da possedere anche il passaporto mozambicano, ha raccontato il suo lavoro quotidiano con circa 400-500 bambini e adolescenti. Gli studenti hanno presentato diversi progetti multimediali su temi come lavoro minorile, bambini soldato, lo sfruttamento delle risorse da parte delle multinazionali, la situazione in Sudafrica e le recenti alluvioni in Mozambico, aprendo un dialogo che ha unito dati, esperienze e sensibilità civica.
Immagini e memoria: la forza del racconto diretto
Le fotografie portate da Frate Luca hanno fatto da filo conduttore per comprendere una realtà lontana ma non distante: volti di bambini che mantengono il sorriso anche dopo eventi drammatici, scene di spazi di comunità invasi da acqua e fango a seguito delle piene del Zambesi. Il racconto ha sottolineato come l’entità del fiume, molto più ampia dei corsi d’acqua italiani, renda le alluvioni fenomeni di grande impatto ambientale e sociale. Gli studenti hanno potuto così associare numeri e definizioni a volti, gesti e luoghi reali.
Il lavoro dopo la calamità
Particolarmente toccante è stato il resoconto della ricostruzione: gli stessi ragazzi della missione si sono attivati per ripulire le strutture, rimuovendo fango e detriti e ricostruendo gli spazi comuni. Questo impegno quotidiano è stato presentato come un esempio concreto di resilienza comunitaria, dove la solidarietà e il lavoro collettivo diventano strumenti per ritornare alla normalità. La testimonianza ha mostrato come l’assistenza educativa passi anche attraverso gesti pratici e cooperazione locale.
Temi di studio e proposte degli studenti
Guidati dalle professoresse Coltro e Pia, gli alunni hanno realizzato vari PowerPoint che hanno affrontato problemi complessi con linguaggio chiaro e immagini efficaci: dal lavoro minorile allo sfruttamento delle risorse naturali, fino alla piaga dei bambini soldato. Ogni elaborato è stato seguito da domande e riflessioni, creando un clima di partecipazione attiva. L’incontro ha così offerto una lezione che unisce elementi di geografia, storia e etica, trasformando la cronaca in punto di partenza per l’educazione civica.
Musica e integrazione culturale
La mattinata è stata impreziosita da momenti musicali: con il supporto della professoressa Pia, gli studenti hanno accolto il missionario eseguendo l’Inno alla gioia, scelto dall’Unione Europea come simbolo artistico di fratellanza umana. Non sono mancati brani e danze ispirate ai ritmi swing per valorizzare le radici africane del jazz, trasformando l’ascolto in un percorso di scoperta delle connessioni culturali fra continenti e tempi diversi.
Bilancio e prospettive
L’incontro con Frate Luca ha lasciato agli studenti non solo dati e immagini, ma un invito a guardare oltre l’istantanea mediatica: capire le cause strutturali delle emergenze e riconoscere le pratiche di solidarietà che nascono nei luoghi colpiti. Il ritorno del missionario in Mozambico in luglio è stato ricordato come elemento che dà continuità all’impegno, mentre la scuola ha visto nascere nuove domande e possibili progetti di approfondimento. L’esperienza ha ribadito il valore dell’incontro diretto come strumento formativo per costruire empatia e responsabilità.
In chiusura, la visita ha evidenziato come un racconto personale possa accendere la curiosità e la partecipazione di una comunità scolastica: dalle presentazioni elaborate in classe alle canzoni che uniscono culture, l’incontro ha trasformato la teoria in realtà concreta, offrendo ai ragazzi occasioni per comprendere meglio il mondo e il ruolo che ciascuno può svolgere nella società globale.