29 ottobre 2026 ☀ 10°

Parlamento chiede inchiesta su kartodromo Ferrara e possibile mafia

Senatori chiedono al governo di fare luce su sequestri, concessioni e possibili infiltrazioni mafiose al kartodromo di Ferrara

Parlamento chiede inchiesta su kartodromo Ferrara e possibile mafia

Il circuito di minimoto di via Diana, a Ferrara, è tornato al centro dell’attenzione nazionale dopo l’intervento della Dda di Roma, che ha provveduto al sequestro dei beni del sito. In risposta, una delegazione di senatori composta da Ilaria Cucci (AVS), Rando (PD), Croatti (M5S) e Lombardo (Azione) ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, chiedendo chiarimenti sui procedimenti di affidamento e sui potenziali rischi di infiltrazione mafiosa.

L’interrogazione, firmata con carattere unitario, solleva questioni cruciali su tutti gli aspetti amministrativi legati al kartodromo di via Diana. I parlamentari vogliono sapere se, tramite la Prefettura di Ferrara, siano state avviate verifiche concrete sull’intero iter di concessione, sulla trasparenza della documentazione fornita dall’associazione affidataria e sui controlli antimafia applicati.

Richieste di verifica sulla procedura di concessione e sui controlli antimafia

Nel testo dell’interrogazione è specificamente richiesto se siano stati esaminati i criteri di selezione adottati per l’affidamento del circuito di minimoto. Si chiede inoltre se la documentazione presentata dall’associazione concessionaria sia stata sottoposta a un’analisi approfondita dei titolari effettivi, dei gestori di fatto e dei possibili legami con soggetti criminali. Un focus particolare è dedicato alle relazioni tra Moira Di Giulio e Paolo Brando, ritenute, secondo i senatori, elementi chiave per comprendere eventuali condizionamenti delle procedure.

Controlli sui titolari effettivi e verifica dei beneficiari

La questione dei titolari effettivi è al centro dell’indagine: i senatori hanno sollevato dubbi sulla completezza dei controlli effettuati e sulla capacità delle autorità di individuare eventuali beneficiari finali nascosti dietro l’associazione. La richiesta esplicita che il Ministero dell’Interno fornisca evidenze riguardo a eventuali incongruenze e a possibili infiltrazioni della ’Ndrangheta all’interno del bando comunale.

Contributi comunali, lavori preliminari e responsabilità dell’amministrazione

Un altro punto centrale dell’interrogazione riguarda la concessione di 3.400 euro di contributi comunali all’associazione responsabile dell’impianto. I parlamentari chiedono se siano stati effettuati controlli sulla regolarità dell’erogazione, sulla destinazione delle somme e sulla verifica dell’effettiva destinazione dei fondi, alla luce di quanto emerso dall’inchiesta.

In aggiunta, i senatori hanno sollevato il sospetto che dei lavori di ripristino del circuito siano stati avviati prima della formale assegnazione della concessione. La domanda è se amministratori e funzionari comunali fossero a conoscenza di tali attività e se il sindaco Fabbri abbia fornito spiegazioni trasparenti circa il motivo dell’avvio dei lavori.

Chiudendo l’interrogazione, i firmatari chiedono al Governo di definire quali iniziative promuovere, nel rispetto dell’autonomia degli enti locali, per rafforzare la prevenzione delle infiltrazioni mafiose nelle concessioni di impianti sportivi pubblici. Chiedono anche se il Viminale intenda valutare l’attivazione degli strumenti normativi per rimuovere eventuali irregolarità e garantire piena trasparenza e legalità nell’azione dell’amministrazione comunale.

Come ha dichiarato la senatrice Cucci, “Quando finisce sotto sequestro un bene del Comune, la prima responsabilità di chi amministra è spiegare che cosa è successo”. La sua affermazione sottolinea l’importanza di una gestione trasparente e priva di ogni forma di influenza criminale, auspicando che le autorità interveniscano senza indugi per tutelare i cittadini di Ferrara.

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