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Notte bolognese in crisi: i commercianti lamentano il vuoto dopo mezzanotte

Bologna perde la sua anima notturna, ma l’amministrazione ha in cantiere progetti per far tornare vita nelle ore tarde.

Notte bolognese in crisi: i commercianti lamentano il vuoto dopo mezzanotte

Negli ultimi mesi la Bologna che tutti conoscevamo come “città della notte” sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Durante una conferenza stampa al Comune, il presidente di Confesercenti Massimo Zucchini, ha dichiarato che “dopo mezzanotte la città è diventata un deserto”. L’affermazione, carica di nostalgia, richiama l’epoca in cui locali, bar e piccoli esercizi rimanevano aperti fino alle prime ore del mattino, contribuendo a una vivace vita sociale e a una percezione di sicurezza diffusa.

Il discorso di Zucchini è stato inserito nel contesto di una legge d’iniziativa popolare, firmata dal sindaco Matteo Lepore e dall’assessora al commercio Luisa Guidone, volta a contrastare la desertificazione commerciale della città. Più di mille negozi hanno chiuso negli ultimi sei anni nella zona metropolitana, e ora il fenomeno si estende anche alle ore tarde, con un numero crescente di attività che abbassano la serranda prima di mezzanotte.

Declino della vita notturna a Bologna secondo i commercianti

Secondo Zucchini, la trasformazione è il risultato di più fattori intrecciati. Il Covid-19 ha segnato l’inizio di una tendenza negativa, ma la vera accelerazione è attribuita a cambiamenti demografici e comportamentali: la presenza di studenti è diminuita, i turisti tendono a tornare al proprio alloggio prima di mezzanotte e, soprattutto, i giovani di oggi mostrano una propensione maggiore a trascorrere la serata a casa. Questo spostamento ha ridotto la domanda di spazi di aggregazione, facendo percepire un calo della sicurezza nelle zone tradizionalmente animate.

Cause individuate da Massimo Zucchini

Il presidente ha evidenziato che la riduzione delle presenze serali influisce non solo sull’economia, ma anche sul senso di comunità. Quando le strade sono vuote, aumenta la sensazione di insicurezza e i pochi locali ancora aperti si trovano a operare con margini di profitto più stretti. Inoltre, la crescente dipendenza dalle piattaforme di e-commerce ha spinto molti negozi di vicinato a chiudere, lasciando ampie aree commerciali senza alcuna attività di prossimità.

Le risposte dell’Amministrazione e i progetti per la notte

L’assessora all’Economia della notte, Emily Clancy, ha ribattuto sottolineando che Bologna non ha abbandonato il suo ruolo di città attiva anche dopo le ore 24. Ha ricordato l’esistenza del servizio Nottambula un’autobus notturno che continua a circolare ben oltre la mezzanotte, collegando le zone culturali e sociali con i quartieri periferici. Clancy ha inoltre ribadito che il trasporto pubblico notturno registra regolarmente occupazione elevata, dimostrando che c’è ancora domanda di spostamento notturno.

Iniziative di Emily Clancy: Nottambula e ex Scalo Ravone

Tra i progetti più ambiziosi citati dalla vicesindaca c’è la riqualificazione dell’ex Scalo Ravone, un’area industriale dismessa che dovrebbe trasformarsi in un polo di attività 24 ore su 24. Clancy ha citato anche l’ex Dinamo come esempio di spazio vivace che già ospita eventi nelle prime ore del mattino, ma che potrebbe essere potenziato per accogliere una programmazione più estesa. Inoltre, la futura apertura del tram nella zona di via Riva Reno è considerata un “capolinea” capace di attirare nuovo pubblico e di dare nuova linfa alle attività commerciali, con l’obiettivo di creare un “mercato della notte” più equilibrato.

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