Il Fellini di Rimini è stato ufficialmente dichiarato base Ryanair durante una conferenza a cui hanno partecipato il CEO della compagnia irlandese, l’amministratore delegato di Airiminum, il presidente della Regione Emilia-Romagna e il sindaco di Rimini. L’evento ha segnato l’introduzione di quattro nuove destinazioni – Dublino, Varsavia, Stoccolma e Memmingen – oltre alla già esistente linea per Tirana.
Le autorità locali hanno presentato il progetto come una spinta decisiva per il turismo off-season e per l’occupazione: l’investimento previsto ammonta a 200 milioni di dollari e prevede la creazione di circa 500 posti di lavoro inclusi ruoli ben retribuiti per piloti e personale di cabina. L’operatività h24 dell’aeroporto, resa possibile da una recente decisione dell’ENAC, dovrebbe consentire un incremento fino a 114 voli settimanali.
Le nuove rotte e l’investimento di Ryanair
La compagnia ha annunciato un totale di 17 collegamenti con la Riviera, distribuiti su 114 voli a settimana. Oltre alle quattro rotte citate, Ryanair mantiene la tratta per Tirana e altre connessioni già operative. Il Fellini ospiterà per la prima volta due aeromobili in base operativa con una programmazione che punta a far superare i 600.000 passeggeri entro la fine dell’anno, dopo aver già raggiunto un record di 530.000 nel 2026.
Un elemento distintivo del progetto è la promozione di biglietti a prezzo promozionale da 29,99 euro, disponibili per un periodo limitato tramite l’app di Ryanair. L’offerta è voluta per stimolare la domanda e consolidare il ruolo del aeroporto di Rimini come hub per i viaggiatori del Nord Europa e della Germania meridionale.
Le critiche di Bologna: il presidio del Marconi
Non tutti hanno accolto con entusiasmo la notizia. Enrico Postacchini, presidente dell’aeroporto Marconi di Bologna, ha dichiarato che il saldo dei posti in vendita per l’Emilia-Romagna nella stagione invernale rimane invariato rispetto all’anno precedente. “Siamo contenti per Rimini, ma si tratta di posti sottratti a Bologna”, ha sottolineato, evidenziando il possibile impatto negativo su attività, occupazione e indotto nella città emiliana.
Postacchini ha ammonito contro i trionfalismi prematuri, ricordando che ogni guadagno per la Romagna è una perdita per Bologna. Il punto di vista di Bologna si inserisce in un più ampio dibattito sui rapporti tra gli aeroporti regionali e sulle scelte politiche legate all’abolizione della council tax per gli scali minori.
Le prospettive per l’Emilia-Romagna
Giammaria Zanzini, presidente della Confcommercio di Rimini, ha definito l’annuncio una “svolta storica” capace di trasformare le prospettive dell’intero sistema economico e turistico regionale. Secondo le autorità regionali, guidate dal presidente Michele de Pascale, le nuove rotte rappresentano “porte” verso mercati fondamentali per l’ economia locale, con l’obiettivo di portare flussi di persone, lavoro e ricchezza per tutti i dodici mesi dell’anno.
Le assessore Regionali al Turismo, Roberta Frisoni, e ai Trasporti, Irene Priolo, hanno evidenziato la necessità di integrare la nuova connettività aerea con il resto della rete di mobilità regionale, affinché i visitatori possano raggiungere facilmente le mete culturali, enogastronomiche e sportive dell’Emilia-Romagna. Con un investimento di 4 milioni di euro all’anno per coprire l’addizionale comunale sugli oneri d’imbarco, la Regione punta a rafforzare la competitività di tutti gli scali, dal Fellini a Bologna, Forlì e Parma.



