La Gilda degli Insegnanti ha dato avvio alla prima delle tre giornate previste per la sua assemblea nazionale annuale. L’incontro, svoltosi a Rimini, ha visto riuniti tutti i coordinatori provinciali e il coordinatore nazionale, Vito Carlo Castellana, che ha colto l’occasione per tracciare una diagnosi dettagliata del sistema scolastico italiano.
Nel suo intervento, Castellana ha ricordato le recenti aggressioni subite dagli insegnanti, definendole «frutto di un trentennio in cui la scuola è diventata un’azienda». Ha sottolineato come, trasformando gli alunni in ‘utenti’ e continuando a parlare di “dimensionamento scolastico”, si sia indebolita la figura del docente, rendendola vulnerabile a episodi di violenza.
Il discorso di Vito Carlo Castellana: una diagnosi della scuola italiana
Castellana ha evidenziato che la scuola pubblica, pur essendo il pilastro del Paese è ostacolata da stipendi bloccati una burocrazia opprimente e un precariato strutturale. Inoltre, ha rimarcato che l’età pensionabile dei docenti è una delle più alte d’Europa, un fattore che sottrae ulteriore dignità alla professione. Questi elementi, ha affermato, richiedono una rivoluzione radicale nella prossima stagione contrattuale.
Aggressioni contro gli insegnanti: causa e contesto
Le violenze recenti non sono eventi isolati, ma il risultato di una logica manageriale che ha messo al centro della scuola la soddisfazione di “clienti” anziché il benessere del corpo docente. In questo scenario, la percezione di scarsa tutela alimenta tensioni che sfociano in aggressioni fisiche e verbali, amplificando il senso di insicurezza tra i professori.
Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (Fmof): risultati e novità
Il sindacato ha annunciato la firma del contratto Fmof definendola un risultato positivo perché le risorse destinate alle scuole dovranno tenere conto delle consistenze numeriche. Questa novità, ha spiegato Castellano, dovrebbe garantire una distribuzione più equa dei fondi, evitando sprechi e favorendo un reale miglioramento dell’offerta formativa.
Le richieste centrali: pensione, diritto alla disconnessione e trasparenza dei fondi
Tra le richieste più pressanti, la sindacale Gilda ha chiesto una revisione urgente dell’età pensionistica, così da allinearla a standard europei più equilibrati. Parallelamente, è stato avanzato il diritto alla disconnessione nessuna comunicazione o adempimento deve arrivare fuori dall’orario di servizio. Infine, è stata espressa la necessità di massima trasparenza nella gestione e nell’assegnazione dei fondi destinati alle scuole, affinché gli insegnanti possano monitorare l’utilizzo delle risorse pubbliche.
Il problema dei precari: più di 200 mila docenti in una condizione insostenibile
Il dato più allarmante riguarda i 200 mila precari storici che attualmente tengono in piedi le scuole italiane. Questi insegnanti operano con contratti a termine, salari inadeguati e diritti spesso azzerati, creando un clima di incertezza permanente. Castellana ha concluso ribadendo che il sistema scolastico non può più sostenersi su una tale base: è necessario porre fine all’abuso del lavoro a termine per garantire dignità e stabilità al corpo docente.
Con queste premesse, la Gilda degli Insegnanti si prepara a proseguire le sue attività nei due giorni successivi, puntando a trasformare le richieste espresse a Rimini in concrete proposte legislative e contrattuali.



